A partire da oggi, i nostri figli nascono con oltre 30 mila euro di debito a testa. Non hanno ancora una carta di credito, non sanno cosa sia una cambiale ma lavoreranno dieci anni solo per mettersi in pari. Il debito pubblico italiano a maggio tocca il nuovo record di 1827,1 miliardi di euro. Quindici miliardi in più rispetto al mese precedente, 69 in soli cinque mesi. Ci indebitiamo al ritmo di 14 miliardi di euro al mese. La Grecia è andata. I politici locali se la sono già magnata, e a tutto il resto ci hanno pensato gli speculatori internazionali. A spese di chi? Vediamo se indovinate.
L'Europa decide di prestare 110 miliardi di euro alla Grecia per tenerla a galla. La BCE li crea dal nulla, appositamente per Atene. Sono destinati alla Grecia ma non glieli da. Perchè? Perché Standard & Poor’s ha giustamente declassato il debito sovrano greco al rango di junk. Spazzatura. Chi li presta fisicamente alla Grecia si becca la sola. E la banca centrale, di proprietà delle banche nazionali, a loro volta in larga maggioranza di proprietà di privati (qui da noi, per fare un esempio, solo il 6% di Banca d'Italia è pubblico), non ha nessuna voglia di caricarsi sulle spalle un prestito a fondo perduto.
E allora che si fa? Ma è semplice: paga pantalone, cioè noi. Si fa una telefonata a Tremonti e gli si dice: io ti presto quindici miliardi, e tu li presti alla Grecia. Si chiama garanzia. Non solo ci siamo cioè accollati 30 mila euro di debiti a testa, ma ora stiamo anche garantendo il debito greco. Se la Grecia non paga, non saranno i soci della BCE a rimetterci, ma ancora una volta i cittadini. Il popolo. El pueblo.
E per assicurarsi che la fregatura sia tecnicamente possibile, la BCE generosamente sospende l'applicazione della soglia minima di rating quale requisito di idoneità per il collaterale nelle operazioni di credito nell’Eurosistema nel caso di strumenti emessi o garantiti dal Governo greco.
Insomma, sarebbe come se un conoscente del tutto insolvente vi chiedesse dei soldi, voi li prestaste ad un vostro caro amico suggerendogli di prestarli a sua volta a quel conoscente, omettendo (disapplicazione della soglia) di specificare che non sarà mai in grado di restituirli. Il vostro amico non recupererà mai più i suoi soldi, in compenso ora li dovrà a voi.
Non c'è che dire: begli amici che frequentiamo!
fonte Byblu
martedì 13 luglio 2010
Ci indebitiamo al ritmo di 14 miliardi al mese
martedì 15 giugno 2010
A copli di mazza
Vi riporto un interessante articolo uscito oggi su Il Fatto Quotidiano e scritto da Luca Telese.
Accade nell’Italia delle guerre tra poveri. A Torino un extracomunitario, clandestino – maghrebino – massacra, a colpi di mazza da baseball una donna, italiana, dopo averla accusata di molestarlo, con i suoi abiti succinti.
È un esercizio violento e sadico, che suscita in noi emozione e rabbia. L’extracomunitario manda la donna in ospedale: l’ha sfigurata, le ha fracassato sei costole. Foto segnaletiche del criminale: aria torva, sguardo cattivo, pelle olivastra. Lei è viva per miracolo. Scopriamo sconcertati che era in attesa: ha perso il suo bimbo. Tutto il paese unito nel lutto. Questa gente se ne torni a casa sua, a delinquere. Fiaccolata della Lega: partecipano molti cittadini non politicizzati, persino un sindaco di centrosinistra. Ci saremmo voluti essere pure noi, maledetti barbari. Un prete della Caritas difende il maghrebino: “Aveva problemi psichici”. Gli devastano l’ufficio: se li portasse in convento, questi teppisti.
Tutti i tiggì aprono con le immagini strazianti del funerale. Una piccola bara bianca, dirette dei cronisti commossi, lacrime dei fratellini. Il nonno in Chiesa: “Non perdonerò mai!”. Come dargli torto? Durante un Porta a Porta sull’impossibilità del perdono, brucia un campo nomadi, in periferia. Sbagliato, certo. Ma era abusivo. A furia di essere buoni, distruggeranno la nostra civiltà, ci imporranno codici tribali, disprezzo per le donne.
Anzi no. La mazza da baseball era in mano a un italiano. Un ultras della Juve. La madre, poi, era Rom. Aveva chiesto l’elemosina. Il bimbo, in fondo, erapoco più di un feto. Forse l’aborto non c’entra con la mazza. È successo ieri. Torino, 14 giugno 2010. Perché drammatizzare? Ci sono notizie che non meritano la prima pagina.
giovedì 13 maggio 2010
Argelatese vs Bologna
Oggi pomeriggio alle 16.00, presso lo stadio comunale di Argelato si giocherà l'amichevole tra l'Argelatese e il Bologna. Saranno presenti tutti i giocatori della serie A e la presidentessa Menarini. Vi aspettiamo numerosi.
giovedì 29 aprile 2010
Consiglio Comunale 29/04/2010
Il Consiglio Comunale di Argelato è convocato presso la sede municipale (sala consiliare) per il giorno giovedì 29 aprile 2010 alle ore 20,30. Link all'ordine del giorno.
Segui in diretta streaming lo svolgimento del Cosiglio Comunale cliccando qui.
giovedì 25 marzo 2010
Rai per una notte
Stasera dalle 21, segui in diretta streaming lo show Rai per una notte anche dal blog di QuiArgelatoLibera. Buona visione.
venerdì 5 marzo 2010
Senza vergogna
fonte Il Fatto Quotidiano
lunedì 1 marzo 2010
MISTER B. “INCASSA”
Facciamo chiarezza sul caso Mills che ha coinvolto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, attualmente ancora sotto processo, ma già assolto dal TG1 e dai giornali di regime. Di seguito allego un articolo tratto dal Fatto Quotidiano del 27 Febbraio 2010.
Grazie a tre leggi ad personam evita la galera
La condanna di Mills lo avrebbe coinvolto
di Peter Gomez e Marco Travaglio
Senza tre leggi ad personam, fatte apposta per lui e per Cesare Previti, ieri Silvio Berlusconi sarebbe stato prelevato dalle forze dell’ordine e accompagnato a San Vittore per scontare la pena dopo la condanna definitiva per corruzione giudiziaria di David Mills. Stessa sorte sarebbe toccata, con le opportune procedure di estradizione, per il legale (si fa per dire) inglese. E’ questa – checché ne dicano i tg e i giornali di regime – la traduzione in italiano della sentenza della Cassazione che l’altroieri ha confermato irrevocabilmente la colpevolezza di Mills per essere stato corrotto da Berlusconi con 600 mila dollari in cambio di due false testimonianze nei processi All Iberian e Guardia di finanza, e dichiarando il reato prescritto da un paio di mesi. Basta riavvolgere il nastro del processo per immaginarne l’esito finale e definitivo, al netto della legge ex Cirielli (2005), dell’indulto extra-large (2006) e del “lodo” Alfano (2008).
Nel 2004 la Procura di Milano scopre, da una lettera di Mills al suo commercialista, che il legale è stato ricompensato con 600 mila dollari da “Mr.B.” per le sue testimonianze reticenti. Il 26 novembre 2005 Mr.B. fa approvare in tutta fretta l’ex Cirielli, che taglia la prescrizione per gli incensurati (cioè anche per lui e per Mills): quella per la corruzione giudiziaria scende da 15 a 10 anni. E, siccome la tangente a Mills risale al 1999-2000, il reato si prescriverà non più nel 2014-2015, ma nel 2009-2010. Nell’ex Cirielli c’è anche una norma che tutti definiscono salva-Previti, ma è anche salva-Berlusconi: quella che consente agli ultrasettantenni di scontare la pena agli arresti domiciliari. Norma approvata quando Previti ha 71 anni e Berlusconi 69. Nel 2006 la Procura di Milano chiede e ottiene il rinvio a giudizio di Berlusconi e Mills. L’Unione vince le elezioni e, come primo atto in materia di giustizia, pensa bene di varare l’indulto più ampio della storia d’Italia, con la scusa del sovraffollamento delle carceri. Nessuno dei trenta provvedimenti di clemenza varati in 50 anni di storia repubblicana includeva la corruzione. Il buonsenso consiglierebbe di escluderla anche stavolta, anche perché in carcere non c’è nessuno che sconti la pena per quel delitto. Ma il diktat di Forza Italia è chiaro: o si include la corruzione (anche giudiziaria) o niente. Altrimenti Previti, condannato a 6 anni per corruzione giudiziaria nel processo Imi-Sir e a 1 anno e mezzo nel processo Mondadori, dovrebbe scontarne almeno 4 e mezzo ai domiciliari: invece, con lo sconto di 3 anni per l’indulto, uscirebbe subito in affidamento ai servizi sociali. Mastella e i vertici dei partiti “liberi tutti” – Ds, Margherita, Verdi, Sdi, Rifondazione e Udc – cedono all’istante a Forza Italia e a fine luglio del 2006 approvano l’indulto extra-large. Previti esce dai domiciliari e torna libero. Tutti i condannati per delitti commessi fino al 2 maggio 2006 avranno da spendere un buono-sconto di tre anni. Nel 2008 il processo Berlusconi-Mills è agli sgoccioli. Ma il 12 aprile l’imputato principale torna per la terza volta a Palazzo Chigi e vara subito la legge Alfano che immunizza le quattro alte cariche dello Stato, cioè lui. Il Tribunale di Milano stralcia la sua posizione in un processo separato, che viene congelato a settembre in attesa che la Consulta esamini l’eccezione sull’incostituzionalità del “lodo”, e seguita a processare il solo Mills. Che viene condannato a 4 anni e 6 mesi in primo e in secondo grado per essere stato corrotto da Berlusconi. Nell’ottobre 2009 la Corte costituzionale cancella il lodo Alfano e il Tribunale di Milano rimette in pista il processo a Berlusconi (che ricomincia oggi dinanzi a un collegio diverso da quello che ha condannato Mills). Tutti attendono il verdetto della Consulta perché, se assolvesse Mills, anche Berlusconi sarebbe salvo e non dovrebbe più ricorrere ad altre leggi ad personam già in gestazione (processo breve e/o legittimo impedimento come “ponte” verso la soluzione finale: lodo Alfano costituzionale per alte cariche e ministri o, in alternativa, ripristino dell’immunità parlamentare ). L’altroieri la Corte ha invece confermato che Mills (e dunque Berlusconi) il reato l’ha commesso, tant’è che l’ha condannato a risarcire la presidenza del Consiglio con 250 mila euro per i danni arrecati all’imparzialità della giustizia. Quanto alla pena, non ha potuto applicarla perché il processo è durato tre mesi di troppo: il reato si è estinto a fine 2009.
Ora, senza la ex Cirielli il reato si estinguerebbe nel 2014. Dunque Mills sarebbe stato condannato a 4 anni e 6 mesi. Senza il lodo Alfano, anche Berlusconi sarebbe stato condannato a una pena almeno equivalente, se non addirittura superiore in quanto corruttore. Senza l’indulto esteso alla corruzione giudiziaria, entrambi i condannati non beneficerebbero dello sconto di un terzo e sarebbero finiti in carcere. E, senza la norma salva-ultrasettantenni contenuta nell’ex Cirielli, Berlusconi finirebbe in carcere senza nemmeno poter chiedere i domiciliari. In più, dall’altroieri, sarebbe interdetto in perpetuo dai pubblici uffici, pena accessoria obbligatoria per legge in caso di condanna per questo tipo di reato. Dunque la giunta per le elezioni e poi l’aula della Camera dovrebbero dichiararlo decaduto da deputato e ineleggibile per sempre, come hanno fatto tre anni fa per Previti. Mai come in questo momento, Mr.B. deve rivolgere un pensiero riconoscente alla sua maggioranza e anche al grosso della cosiddetta opposizione che, ciascuna secondo le proprie possibilità, l’hanno salvato dalla galera.
martedì 16 febbraio 2010
Il vergognoso grafico della disinformazione
Di seguito un interessante riflessione sulla disinformazione in Italia.
Se qualcuno avesse ancora dubbi, fategli vedere questo grafico. I dati sono stati resi noti dall'Osservatorio di Pavia, e riguardano il conteggio delle notizie di eventi criminosi apparse sui nostri telegiornali nel quinquennio 2005 - 2009.
La linea rossa mostra il numero di notizie relative agli atti criminosi, la linea blu descrive l'andamento reale dei crimini, mentre la linea gialla mostra la percezione degli stessi da parte degli italiani. Potremmo ribattezzarla: linea della paura.
La fascia evidenziata in verticale, invece, è mia. Per la precisione, identifica gli anni della XV legislatura, più comunemente nota come Governo Prodi II, in carica dal 17 maggio 2006 al 7 maggio 2008.
Ed ecco il sortilegio: durante l'ultimo governo di centro-sinistra il numero di reati ha subito una flessione, ma la percezione di insicurezza è aumentata di una quindicina di punti, fino a superare il 53%. Lo spettacolo di illusionismo è stato magistralmente messo in scena dai media televisivi, che hanno trasformato il normale tran-tran dell'ordinaria delinquenza in un film horror degno delle migliori sceneggiature.
Poi, come per magia, con l'apparizione del Governo Berlusconi IV - tolto un lieve, marginale incremento dovuto alla necessità di approvare il pacchetto sicurezza - le notizie relative ai piccoli reati sono state sostanzialmente dimenticate da Riotta, Minzolini e soci.
Ecco dunque in soldoni - espresso in grafici e tabelle per i più duri di comprendonio - come ti strumentalizzo l'opinione pubblica per influenzare il consenso politico e legittimare o delegittimare questo o quello.
Del resto, qui da noi i delinquenti sono un facile spauracchio, disponibile alla bisogna, con il quale tenere per le palle nonni, impiegati e casalinghe di Voghera. L'equivalente mediatico del bau-bau, insomma. Altrimenti non si spiegherebbe come mai, rispetto ai maggiori telegiornali dei nostri cugini europei, dedichiamo oltre il doppio del tempo a furti, rapine, risse ed altre simpatiche bazzecole, quisquilie e pinzellacchere.
I nostri giornalisti dipendenti di RaiUno sprecano il 64% del canone Rai a informarci circa gli sviluppi del giallo di Via Poma e circa i pedali della bicicletta di Alberto Stasi, contro il 28% del principale telegiornale della televisione spagnola, il 18% di quello francese, il 14% di quello inglese e l'infinitesimale 3% del telegiornale tedesco. Evidentemente al di là delle Alpi l'informazione ha altro a cui pensare.
Questi sono fatti, non pugnette!
Fonte Byoblu
lunedì 1 febbraio 2010
Il punto di non ritorno
Giusto per iniziare la settimana con un pò di ottimismo, vi propongo questo articolo:
Nel 2008 gli Stati salvarono le banche dal fallimento, quelle stesse banche che avevano causato la crisi. Da allora è iniziato un domino mondiale. Dalla crisi finanziaria durata qualche mese, il tempo necessario per iniettare liquidità nelle banche, si è passati alla crisi economica con effetti a catena. Chiusura delle aziende, licenziamenti di massa, calo dei consumi, crollo del valore del mercato immobiliare, diminuzione del gettito fiscale. Per evitare il collasso gli Stati hanno usato il debito pubblico. Hanno indebitato i cittadini in modo inconsapevole (il debito pubblico nell'immaginario è sempre di qualcun altro), prima per tenere in vita le banche, poi per le spese correnti. L'innalzamento del debito ha avuto come effetto l'aumento degli interessi che gli Stati devono pagare a chi ha comprato le nuove emissioni di titoli. Gli interessi sono un cappio al collo dello sviluppo del Paese. Più interessi dal debito, meno capacità di politica economica. Più cresce il debito, più i tagli allo Stato sociale sono l'unica soluzione possibile.
Se uno Stato, prima della crisi, aveva un alto debito pubblico, ha dovuto indebitarsi oltre il punto di non ritorno. La domanda che tutti si pongono è: "Quando si raggiunge il punto di non ritorno?". E' semplice, quando nessuno compra più i titoli di Stato. In mancanza di compratori lo Stato deve dichiarare bancarotta, va in default, non paga gli stipendi ai dipendenti pubblici e le pensioni. Un'altra domanda che ci si deve porre è: "Quali Stati hanno più probabilità di fallire?". Anche in questo caso la risposta è semplice, quelli che oltre a un grande debito pubblico pre crisi e a un suo forte incremento post crisi hanno diminuito la loro capacità produttiva. Producono di meno (il cosiddetto PIL) e, allo stesso tempo, aumentano il loro debito. Nell'UE gli Stati con queste caratteristiche sono almeno tre: Grecia, Italia e Spagna.
Grecia e Italia sono accomunate dalla stessa strategia, vendere il loro debito agli Stati extra UE, in quanto la UE non riesce a soddisfare l'offerta continua di Tremorti e di George Papandreou. Tremorti ha venduto il nostro debito in Cina lo scorso mese, curiosamente, dato che il debito è nostro, non sappiamo il valore della vendita. La Cina con il debito ha comprato una parte della nostra sovranità nazionale, forse Termini Imerese o scivoli privilegiati per il commercio estero. Anche la grande Cina ha però i suoi limiti e, dopo aver digerito Tremorti, non ha acquistato i 25 miliardi di euro di titoli greci proposti la scorsa settimana dalla Goldman Sachs.
A Davos stanno discutendo dell'economia mondiale le stesse persone che hanno provocato la più grande bolla degli ultimi 150 anni. Circola una domanda: "Fallirà prima l'Italia o la Grecia?". Gli investitori internazionali hanno già dato una risposta tecnica. I titoli di Stato dei Paesi a rischio sono coperti da un'assicurazione sul loro fallimento detta CDS, Credit Default Swap. L'Italia è prima assoluta, con molte lunghezze sul secondo in classifica. La Grecia è solo quinta. Alla catastrofe con ottimismo.
fonte BeppeGrillo.it
martedì 26 gennaio 2010
La Pecora 2.0
Vi riporto un interessante articolo di Claudio Messora, buona lettura.
Siamo un popolo di creduloni. Crediamo, senza sapere esattamente in cosa. Diciamo di essere cristiani, ma non abbiamo mai letto La Bibbia. Diciamo di essere italiani, ma non abbiamo mai letto la Costituzione. E poichè non possiamo dimenticare ciò che non abbiamo mai imparato, ci sentiamo in pace con noi stessi. La pace dei sensi, il sonno della ragione, il trionfo del gregge.
Perché un gregge possa prosperare servono quattro cose: un ovile, verdi pascoli, qualche cane pastore e un pecoraro. Gli ovili non mancano: fetidi catasti di immondizia brulicanti di un operoso andirivieni, nei quali veniamo ammucchiati per la notte, stretti stretti per non sentire freddo. Le chiamiamo città, case, aree metropolitane, e sono ricoperte di antenne, e sono percorse da milioni di microscopici cunicoli, tortuosi tracciati dove riversiamo la nostra fretta di arrivare, seguendo un itinerario apparentemente casuale, stampato nella circuiteria di silicio che governa i bisogni, le aspirazioni e il libero aribitrio di ognuno di noi, in un immenso crocevia di scambi che si attivano come cilindretti metallici nei buchi delle schede perforate.
Pascoliamo nella società dei consumi come le orde di cavallette calano sulle piantagioni. Divoriamo pappe confezionate in ciotole monodose, disposte sugli scaffali dei supermercati. Assumiamo il mondo in comode somministrazioni multisensoriali che emulano i colori di un tramonto, il furore della tormenta, il dolore della tragedia, la passione dell'estro amoroso. Per scoprire, non è più necessario viaggiare. Bastano un telecomando e National Geographic channel. Per soddisfare i bisogni essenziali non è più necessario cercarsi un partner e neppure avere fantasia: bastano una carta di credito e uno schermo LCD. La vita è pericolosa, piena di imprevisti: meglio emularla, distesi su una poltrona acquistata a rate correndo il solo rischio di ingrassare. Eventualmente, poi, si può sempre simulare una passeggiata all'aria aperta, una nuotata, un'arrampicata su un albero mediante appositi tapis roulant dotati di programmi efficaci e moderni, studiati per ricreare le difficoltà di qualsiasi ambiente, da superarsi comodamente allineati in righe ordinate, come batterie di polli, respirando un'atmosfera mefitica, satura di odori corporei che i filtri dei climatizzatori miscelano con le spore delle muffe e le esalazioni dello sterco dei topi, solo parzialmente mitigate dalle essenze profumate che richiamano la sensazione del muschio selvaggio o della lavanda, un particolare tipo di pianta che cresce negli armadi.
I cani pastore sono tanti, cammuffati da amici, mimetizzati nel gregge. Si fingono al servizio del cittadino, sono dalla tua parte, controllano che tu non abbia a farti male, in fondo è per il tuo bene, che tu non ti allontani troppo, potresti perderti, che tu mangi il contenuto della ciotola e soprattutto che tu ti beva tutto, di modo che il branco resti mansueto e docile, e non opponga resistenza alla tosatura stagionale. I cani pastore abbaiano, latrano, ringhiano, talvolta persino giocano e si rincorrono in mezzo a noi. Ma la sera, dopo che anche l'ultima pecorella è rientrata all'ovile, i cani pastore corrono tutti a scodinzolare sotto alla tavola del pecoraro, che lancia loro avanzi di prelibate libagioni, ossa di faraona non ancora del tutto spolpate, dolci morsicati e lasciati nel piatto, perfino un goccio di vino, elargito con altezzosa alterigia come un sommelier fingerebbe di descrivere l'eccellente e sublime retrogusto di un vino tra i più raffinati e pregevoli. Nulla di tutto questo è noto nell'ovile, che di giorno conosce solo l'artificioso, spossante e frenetico brulicare della vita nei pascoli, di notte è rinchiuso dentro spesse mura ricoperte da cristalli liquidi che rimandano un'immagine assopita e quieta del mondo circostante, cosicché appare allo sprovveduto ovino che i cani pastori, sue guide amichevoli e fidate, riposino appena fuori dai cancelli, nell'estenuante avvicendarsi dei turni di guardia istituiti a protezione di pericoli inesistenti, giacché sono proprio loro, ossia gli stessi nemici, ad avere il controllo dell'istituto carcerario, furbescamente contrabbandato come un generoso e gratuito servizio di sicurezza a tutela dell'incolumità del gregge.
Se sapessero, le pecore, che la forza dei leoni è tutta nella pavidità e nell'incoscienza dei bovini, e che nessun predatore avrà mai la meglio su un branco di bufali coeso, consapevole e compatto... Se sapessero, le timide e ingenue pecorelle, che fuori dall'ovile non c'è niente, proprio niente, se non uno sparuto gruppetto di quadrupedi che fanno affidamento sull'inerzia, sull'incoscienza e sulla disinformazione del gregge per continuare a mantenere inalterato nel tempo il loro regime di privilegi...
Se sapesse, il pecoraro, che un pecora diversa dalle altre, una pecora nuova, la pecora 2.0, ha scavato un tunnel al di sotto delle mura dell'ovile, e già da alcune notti compie lunghe ricognizioni nella quiete nottura delle campagne circostanti, e lungi dall'imbattersi in pericoli mortali sta scoprendo viceversa il tranello, il trucco, la menzogna di cui il pecoraro e i cani pastori fanno sistematicamente uso per attrarre a sé il consenso dell'ovile... Se sapesse che nuove pecore 2.0, avvisate dalla prima, stanno scavano altrettanti cunicoli di collegamento, e che presto l'ovile sarà una struttura aperta, trasparente, che le pecore si renderanno conto dell'inganno e si presentaranno a chiederne conto, saltando senza alcun pudore sulle tavole imbandite, calpestando senza timore o deferenza alcuna i tappeti persiani intarsiati di filamenti d'oro, legando alla catena i cani pastore nell'attesa di decidere del loro destino e rivendicando i migliori anni della propria vita, quelli che gli sono stati sottratti, sfilati con destrezza e opportunismo, approfittando della loro buona fede, mistificando ogni accadimento, ogni spiegazione, ogni consiglio, ogni singola emozione per piegarli alla retorica della falsificazione storica e scientifica....
Se tutte queste cose si sapessero, questa sarebbe una vera società dell'informazione, quella che stiamo cercando di costruire.
fonte Byoblu
giovedì 24 dicembre 2009
giovedì 10 dicembre 2009
Consiglio Comunale 10/12/2009
ORDINE DEL GIORNO
n. 77 Approvazione Piano Generale di Sviluppo.
n. 78 Convenzione tra i Comuni e le Istituzioni scolastiche del Distretto Pianura Est per la gestione e la delega al Comune di San Pietro in Casale del progetto di qualificazione scolastica “conoscere, fare, vivere con gli altri, essere” – anni scolastici 2009/2010, 2010/11, 2011/2012;
n. 79 Regolamento per l’applicazione delle tariffe nei servizi per l’infanzia e scolastici. Modifica.
n. 80 Adesione convenzione tra i Comuni del Distretto Pianura Est per il rinnovo organismo tecnico – collegiale sovracomunale per l’autorizzazione al funzionamento dei servizi educativi per la prima infanzia gestiti da privati.
n. 81 Approvazione convenzione intercomunale per l’organizzazione e la gestione di una rassegna teatrale di qualità periodo 2010/2014.
n. 82 Approvazione dei verbali della seduta precedente del 25 novembre 2009.
n. 83 Comunicazioni, interrogazioni, proposte, interpellanze ed ordini del giorno.
venerdì 27 novembre 2009
Il Consiglio sbarca sul web
Il Consiglio sbarca sul web, così titola L'Informazione oggi a pagina 11 mostrando come, ancora una volta, il nostro Comune sia tra i più attenti ai cambiamenti ed alle innovazioni.
Sul portale UStream è stato creato un canale tematico in cui sarà possibile consultare liberamente le registrazioni dei consigli comunali garantendo la massima trasparenza e contribuendo ad avvicinare la politica e le istituzione ai cittadini.
giovedì 26 novembre 2009
Argelato pattina sul tetto del mondo con Giulia
Nonostante il ritardo legato al reperimento del materiale, non potevamo non omaggiare una nostra concittadina, Giulia Merli, che la scorsa settimana si è laureata campionessa del mondo di pattinaggio specialità coppia artistico insieme al compagno Daniele Ragazzi. I campionati si sono tenuti a Friburgo (Germania) e hanno rappresentato la coronazione di un lungo percorso segnato da molti successi, ma anche tanti sacrifici e tanto allenamento. Complimenti.
mercoledì 25 novembre 2009
Consiglio comunale in diretta web streaming
In risposta ad una crescente esigenza di trasparenza nell'operato delle istituzioni pubbliche, il sindaco di Argelato Andrea Tolomelli, ha predisposto la trasmissione in diretta streaming del consiglio comunale. Questa sera, mercoledì 25 novembre, dalle 20.30 sarà quindi possibile seguire lo svolgimento delle attività di consiglio anche su questo sito. Buona visione.
In caso di problemi di visualizzazione clicca qui.
mercoledì 14 ottobre 2009
Draghi e Polli
Navigando in rete ho trovato questo articolo che vi riporto. Leggete e meditate.
Mario Draghi dice che dobbiamo andare in pensione dopo.
La medicina ci fa vivere più a lungo, mentre la tecnologia fa in modo che il nostro corpo si usuri di meno. I bambini nati oggi vivranno almeno fino a cento anni. Stando così le cose, potremmo finalmente avere la possibilità di smettere di lavorare quando ancora siamo in ottima forma e abbiamo ancora trenta o quarant’anni di perfetta salute. Potremmo finalmente goderci la vita. Invece Draghi dice che, siccome la vita si allunga, allora bisogna lavorare di più.
A questo punto è evidente che il fine di ciò che comunemente viene chiamato progresso non è il benessere. Diecimila anni fa la vita durava cinque volte di meno, ma si vedevano un numero di tramonti infinitamente superiore: perfino uno al giorno, volendo. L’acqua dei fiumi si poteva bere e il cielo era una tela azzurra senza scie bianche. Si potevano raccogliere i funghi senza tesserino, si poteva girare il mondo senza respingimenti alle frontiere - Maroni non era ancora nato – e c’era sempre qualcosa di utile da fare e da poter offrire in cambio di cibo, cure e protezione. Non serviva niente di più e niente di meno.
Cos’abbiamo ottenuto diecimila anni dopo? I nostri figli vivranno cento anni ma lavoreranno fino a novantanove. La fatica stessa sarà scissa dalle finalità di produzione cui è applicata, cosicché un uomo sarà il corrispondente di un cavallo vapore nel cilindro di un motore a scoppio. I fiumi attraverseranno le nostre città come vene varicose dalle pareti incrostate di colesterolo, come tubi di scarico mefitici e velenosi, come intestini che veicolano liquami e composti chimici. Il cielo somiglierà sempre di più al filtro di un’aspirapolvere dopo l’utilizzo di una domestica eccessivamente zelante. L’atmosfera diverrà calda, maleodorante e irrespirabile come l’aria intrappolata sotto alle coperte quando la pancia vi riversa il suo fiato nauseabondo. Le case diverranno sempre più piccole, le camere più claustrofobiche, gli schermi che proiettano una vita immaginaria sempre più larghi, la fantasia sempre più fervida per soddisfare il richiamo ancestrale verso un mondo primordiale fatto di atavici istinti di cui si sono persi ricordo e significato.
Non stiamo aumentando la durata della vita, ma quella della morte.
Come le galline in una batteria di polli, che devono solo essere spremute fino all’ultimo uovo. Come i bovini in un allevamento di carni da macello, che devono solo crescere fino a quando il cervello non verrà loro aspirato. Come le pecore, che devono solo essere tosate fino all’ultima ciocca di vello.
Così noi… che per Draghi dobbiamo solo lavorare, fino all’ultima rata del mutuo.
mercoledì 23 settembre 2009
Il Fatto Quotidiano
Il Fatto sarà un giornale di opposizione. A Berlusconi, certo, perché ha ridotto una grande democrazia in un sultanato degradante. Ma non faremo sconti ai dirigenti del Pd e della multiforme sinistra che in tutti questi anni non sono riusciti a costruire uno straccio di alternativa. Troppi litigi. Troppe ambiguità. E poi vedremo se Di Pietro riuscirà, davvero, a creare qualcosa di nuovo, liberandosi dei riciclati soprattutto al Sud. Lo abbiamo chiamato il Fatto in memoria di Enzo Biagi che ci ha insegnato a distinguere i fatti dalle opinioni. Un grande giornalista e un uomo perbene epurato, come Montanelli, dalla compagnia dei servi e dei mediocri. Pensando al loro coraggio ci facciamo coraggio.
domenica 13 settembre 2009
L'influenza dei porci
"Come tutti gli anni, anche quest'anno arriva l'influenza. Come tutte le influenze darà febbre, mal di testa, dolori muscolari, nausea, diarrea e tosse. Le influenze possono uccidere. Lo fanno in rari casi, quando colpiscono individui molto debilitati, che soffrono di patologie croniche o che hanno malformazioni organiche. A differenza delle solite influenze, tuttavia, l'influenza di quest'anno uccide molto meno: il tasso di mortalità è dello 0,3% in Europa e dello 0,4% negli USA. In Gran Bretagna, su oltre centomila casi, ci sono stati 30 morti. Negli States, su un milione di casi, sono decedute 302 persone. In Argentina 350, in Cile 128 e in Nuova Zelanda 16. In tutto il mondo, alla fine dell'inverno australe, si parla di circa 2500 morti.
Solo in Spagna, di comune influenza ogni inverno ci rimettono la pelle fino a 3000 spagnoli, circa mezzo milione di persone in tutto il mondo. La malaria miete ogni anno milioni di vittime. La diarrea uccide oltre 2 milioni di bambini all’anno in tutto il mondo: con 25 centesimi a testa si potrebbero salvare. Troppo pochi. La polmonite e altre amenità, curabili con vaccini altrettanto economici, fanno fuori 10 milioni di persone all’anno. Sono numeri ai quali nessun giornale dedica la prima pagina. Invece, 2500 morti in tutto un inverno sono un problema di cui far discutere tutto il mondo.
La definizione di pandemia è stata modificata. Una malattia pandemica, prima, era tale solo se aveva un elevato tasso di mortalità. Ora questo requisito è scomparso. Così, la A/H1N1 può dare i natali alla sua personalissima pandemia. Felicitazioni!
Nel 2005, l’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, prevedeva 7 milioni di morti per l’aviaria. Ce ne furono solo 262. A fronte di un errore così macroscopico, nessuno ha dato del ciarlatano all’OMS. Nessuno l’ha denunciata per procurato allarme. Ogni riferimento a fatti o persone è puramente casuale. In compenso, la Roche vendette milioni di dosi di Tamiflu, un antivirale di dubbia efficacia, ai paesi asiatici. Lo stesso governo britannico ne comprò 14 milioni di dosi. Non si sa mai…
Il Tamiflu è brevettato dalla Gilead Sciences, un’azienda biofarmaceutica che inventa, sviluppa e commercializza nuovi farmaci terapeutici. Ha sede a Foster City, in California, ma opera anche nel Nord America, in Europa e in Australia. il 3 gennaio 1997 ne assume la direzione Donald H. Rumsfeld, lo stesso Rumsfeld che nel 2001 abbandona l’esecutivo per servire Bush come segretario della Difesa e invadere l’Iraq. Lo stesso Bush che nel 2005 tira fuori dal cappello oltre 7 bilioni di dollari di fondi per l’emergenza dell’aviaria, oltre il 14% dei quali andarono proprio alla Gilead Sciences per aggiudicarsi scorte di Tamiflu. Nel NASDAQ, la Gilead compare come GILD. Rumsfeld, che detiene quote della GIlead di valore compreso tra i 5 e i 25 milioni di dollari - Insider Trading? - vende il brevetto del Tamiflu, che è composto basilarmente di anice, alla Roche. La Roche fa incetta di oltre il 90% della produzione mondiale di anice. Nel 2006 Bush emana il Pandemic Influenza Strategic Plan, grazie al quale vengono accatastate dosi massicce di antivirali per combattere future pandemie H1N1. L’80% di questi antiviarali sono Tamiflu: 731 milioni di dollari di parcella (al cambio del 2006).
Una prima fornitura del vaccino per l’A/H1N1, 500.000 dosi, è già arrivata in Italia. L’Agenzia europea del farmaco non ha ancora dato la sua autorizzazione. Non appena arriverà l’OK, dice il viceministro della Salute Fazio, partirà la campagna di vaccinazione di 8,6 milioni di italiani.
La salute è uno dei diritti fondamentali di ogni uomo. Non può essere proprietà privata. Deve essere finanziata dal governo e condotta dai migliori ricercatori. Non può essere mercificata nelle borse né oggetto di speculazione personale. Non può sussistere alcun conflitto di interessi a farmi dubitare sull’utilità dell’assunzione di un farmaco. Nazionalizziamo le case farmaceutiche."
fonte Byoblu
giovedì 3 settembre 2009
Metti una sera a cena
Mentre la febbre suina preoccupa gli italiani a tal punto da rischiare di rinviare l'inizio dell'anno scolastico, una febbre ben più grave lancia l'ennesima ombra sulla credibilità del nostro governo: la febbre del conflitto di interessi.
Iniziamo a raccontare con un’immagine, l’ennesimo conflitto d’interesse del Governo Berlusconi, in attesa che Veltroni, come ha annunciato, partorisca il suo progetto per risolvere il problema.
La sera, il Ministro della salute Maurizio Sacconi rientra a casa. Si siede a tavola. Accanto a sé la moglie, Enrica Giorgetti. Trascurando i dialoghi privati tra i due. E’ credibile che parleranno anche di questioni legate al lavoro di ognuno? Sì. Bene. Ma se lui, dirige un Ministero, quello della salute, che stabilisce, attraverso la AIFA (Agenzia italiana farmaci) i prezzi dei farmaci, ma anche quali farmaci ritirare dal commercio e quali no e anche, per restare all’attualità, se rendere obbligatorio il vaccino contro il virus dell’ A/H1N1 (conosciuto erroneamente come influenza suina) oltre che per le fasce, cosi dette a rischio, anche a soggetti tra i 2 e i 27 anni per un totale di 15,4 milioni di persone, considerando che il vaccino prevede due dosi significa che verranno acquistate 48 mln di dosi di vaccino pandemico, stiamo parlando di un giro d’affari che si aggira sui 10 miliardi di dollari e 600 milioni di dosi prenotate per tutto il mondo; e lei è Direttore Generale di Farmindustria che rappresenta politicamente, diciamo, tutte le aziende farmaceutiche italiane? La conversazione tra moglie e marito assume contorni inquietanti? Sì.
Per restare sull’attualità più stretta, sappiamo che si stanno acquistando circa 48milioni di dosi, un grande affare per le aziende e per Farmindustria che le rappresenta. E che, come spiega il farmacologo Silvio Garattini, direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche “Mario Negri” di Milano: “L’acquisto di 48 milioni di vaccini sarà una spesa non indifferente per le già malandate casse dello Stato e addirittura probabilmente inutile. Se il virus A/H1N1 della nuova influenza non muterà, acquisendo dunque una maggiore virulenza rispetto allo stato attuale, la vaccinazione di massa annunciata dal governo italiano e da quelli di molti altri paesi non è necessaria. Esiste, certamente una grande pressione da parte delle industrie, che da tale corsa trarranno molte risorse economiche».
Tutto questo, premettendo, che non abbiamo elementi per dubitare della professionalità della dottoressa Giorgetti, laureata in Giurisprudenza, nominata Direttore generale di Farmindustria che fa capo a Confindustria, dopo essere stata direttore dei rapporti istituzionali e della comunicazione di Autostrade S.p.A. e direttore dell'Area strategica impresa e territorio di Confindustria, ma il fatto che sia moglie del Ministro della salute è un fatto che non garantisce ai cittadini alcuna certezza di imparzialità nella gestione della salute pubblica. Non si può, infatti, trascurare che Farmindustria, che riunisce oltre 200 imprese del farmaco operanti in Italia, nazionali e a capitale estero, è soggetta ai controlli del Ministero della Sanità, controlli che vanno da quelli sull’avvio dell’impresa, di natura sanitaria e non sanitaria sugli stabilimenti; ai controlli sul prodotto a quelli sulla sua immissione in commercio e sulla presentazione del prodotto, a quelli sui prezzi, a quello sulla presentazione del farmaco in commercio (etichetta, foglio illustrativo e pubblicità) che riguarda la presentazione al pubblico del prodotto e le sue successive modificazioni ecc…
E mentre in Italia il fatto non è tale da guadagnarsi le prime pagine dei giornali e le aperture dei telegiornali e, di conseguenza di non suscitare l’indignazione di cittadini non informati, all’estero non è così. Per appurarlo basta leggere la britannica Nature, una delle più antiche ed importanti riviste scientifiche, forse, in assoluto quella considerata, insieme a Scienze, di maggior prestigio nell'ambito della comunità scientifica internazionale, fondata nel 1869, che il 7 agosto, in un dettagliato articolo dal titolo “Clean hands, please”(Mani Pulite, per favore) avverte: “…Per di più le connessioni tra i Ministeri della sanità e del welfare con il sistema industriale sono sgradevolmente strette: per esempio la moglie del ministro Maurizio Sacconi è direttrice generale di Farmindustria, l’associazione che promuove gli interessi delle aziende farmaceutiche…Infatti il Governo Berlusconi ha già manifestato l’inquietante tendenza di permettere a interessi industriali di estendere la loro influenza su agenzie dello Stato". Nature, che, a differenza di quanto accade nel nostro Paese, dove la memoria viene considerata ingombrante, ricorda che gli scandali nel nostro Ministero della Salute abbiano origini lontane risalendo ai tempi dei De Lorenzo, dei Poggiolini, ecc. “Il Governo”,conclude Nature "dovrebbe pensare due volte se può essere il caso di riaprire la porta che è stata sbarrata dopo il caso Poggiolini”.
Morale,triste morale: per ricordare cosa è avvenuto,e per apprendere cosa avviene in Italia,dobbiamo leggere la stampa estera.
fonte antefatto
giovedì 27 agosto 2009
Febbre suina?
Giornali e tv cantano all'unisono la minaccia delle febbre suina, ma non tutti la pensano allo stesso modo. Di seguito vi riporto uno stralcio di articolo scritto il 31 luglio 2009 che oltre ad essere molto illuminante pare vedere avverarsi le proprie previsioni in modo inquietante.
Le ultime dichiarazioni dell’O.M.S. (l’Organizzazione sovranazionale totalmente nelle mani delle lobbies del farmaco, ha dichiarato l’11 giugno 2009 Livello 6 di pandemia) apparentemente non lasciano spazio a dubbi: i casi di contagio ufficiali sono 175.000 e le vittime 1116.[3]
Addirittura il portavoce ufficiale dell’OMS, Gregory Hartl, ha dichiarato ultimamente in una conferenza stampa, che la nuova influenza si è ”diffusa in quasi il 100% dei paesi”[4]
Dai dati ufficiali è importante sottolineare subito che la mortalità di questa influenza è bassissimo.
Secondo il "Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute" (Cnesps, Iss) "ogni anno si verificano in media 8000 decessi" per tutte le cause complicanze legate all'influenza stagionale (fonte Epicentro).
Quindi dove sta il pericolo dell'influenza porcina?
La storia non compresa, si sa, tende a ripetersi…
Facciamo un salto indietro e andiamo nel febbraio 1976, ed esattamente negli Stati Uniti d’America.
Le televisioni dell’epoca mandavano in onda continuamente spot pubblicitari per terrorizzare i sudditi americani e convincerli a farsi vaccinare contro... l’influenza suina!
Avete letto bene: influenza suina.
Fu il presidente Gerald Ford ad imporre il vaccino, dopo che l’epidemia colpì la base militare di Fort Dix nel New Jersey uccidendo 19 militari. Non è stato detto che molto probabilmente la vera causa di queste morti è da imputare ai numerosi vaccini che i soldati sono tenuti a fare…
Nella rivista britannica “Time” del 27 aprile 2009, si può leggere in che modo il vaccino del 1976 provocò dozzine di morti e gravi effetti collaterali come la Sindrome di Guillan-Barré (progressiva paralisi agli arti): ci furono più morti (oltre 30) per colpa del vaccino che per il virus dell’influenza suina[5].
Oggi, a distanza di ventitrè anni, la storia si sta ripentendo: i media trasmettono spot terroristici, i responsabili della salute pubblica creano paura e spingono alle vaccinazioni di massa, Big Pharma si frega le mani…
I morti e i danneggiati (e non per colpa del virus) cresceranno esponenzialmente parallelamente alle pratiche preventive come le vaccinazioni. Esattamente come in passato.
Gli affari d’oro per Big Pharma
A prescindere dalla pandemia i soldi nelle casse di Big Pharma[6] stanno già entrando a fiumi.
Stiamo parlando di un business da decine e decine di miliardi di dollari.
“Una delle maggiori banche d’investimento J.P. Morgan”, (dell’impero dei Rockefeller che partecipa attivamente all’affare), “ha calcolato che i governi dei vari paesi abbiano prenotato, presso le 3-4 aziende in grado di produrre il vaccino su larga scala, almeno 600 milioni di dosi”[7]
Alla fine però - sempre secondo J.P. Morgan - si dovranno sommare altre 350 milioni di dosi, che faranno lievitare le vendite di vaccini a circa 1 miliardi di dosi. Questo solo per i vaccini.
Al bottino dei vaccini, spartito tra i quattro giganti della farmaceutica (GlaxoSmithKline, Sanofi Aventis, Novartis, Astra Zeneca), va aggiunto quello dei medicinali, dove primeggia Roche con l’ormai mitico Tamiflu e ancora la Glaxo con il Relenza.[8]
Il mercato dei vaccini e tutto l’indotto (visto che spesso e volentieri i vaccini producono nuovi e futuri malati) è assai promettente, a questo punto va ricordato anche che la Wyeth (recentemente acquistata per 65 miliardi di dollari dalla Pfizer) produce il vaccino contro il pneumococco e la Merck quello contro il Papilloma virus.
Anche le fusioni e acquisizioni sono all’ordine del giorno: la Novartis ha comperato Chiron, Sanofi ha preso invece Aventis Pasteur e Acambis, Astra Zeneca Medimmune e Glaxo ID Biomedical.[9]
Detto questo, il vaccino per il virus A-H1N1 sarà pronto non prima dell’autunno prossimo, molto probabilmente tra ottobre e novembre.
«Sulla sicurezza del vaccino non si scende a compromessi» ha detto Keiji Fukuda, il vicedirettore generale dell’OMS,[10] e infatti secondo il quotidiano britannico “The Guardian”, per assicurare le centinaia di milioni di dosi entro l’autunno, l’EMEA (l’ente europeo dei farmaci) sta permettendo alle società produttrici di scavalcare la fase dei test su larga scala sugli uomini. In pratica l’Agenzia (strumento nelle mani delle solite lobbies), ha autorizzato la “procedura rapida”.
Il tutto ovviamente a discapito della sicurezza dei cittadini.
Poi si viene a sapere che Enrica Giorgetti, moglie dell'attuale Ministro del Welfare Maurizio Sacconi, è Direttore Generale di Farmindustria (fonte, sito ufficiale di Farmindustria)
Quindi il responsabile del dicastero che controlla, tra le altre cose, la salute degli italiani è sposato con la direttrice della lobbies dei farmaci, che riunisce le 200 aziende del settore più influenti.
Non male come conflitto d'interessi!
Vaccinazioni obbligatorie?
In caso di pandemia, le linee guida dell’O.M.S. hanno un carattere vincolante su tutti i 194 paesi aderenti. Dall’11 giugno scorso siamo a livello 6, il massimo dell’allerta, per cui in una simile emergenza (creata ad arte dall’èlite) l’Organizzazione sovranazionale (gestita dalle lobbies del farmaco), può legittimamente “costringere” i propri sudditi a farsi vaccinare, a limitare gli spostamenti e imporre quarantene.
I governi di paesi come Inghilterra, Francia e Australia hanno già dichiarato l'intenzione di voler vaccinare (forse obbligatoriamente) l'intera popolazione, mentre gli Stati Uniti d'America almeno il 50% (cioè 160 milioni).
Addirittura l'esercito svizzero sta facendo incetta di vaccini (16 milioni di dosi che provengono da USA, Germania e Spagna) in vista di una vaccinazione di massa forzata della popolazione in autunno. (fonte, "Blaser Zeitung").
E in Italia cosa accadrà?
Cosa si nasconde dietro l'influenza porcina?
Da una parte abbiamo gli immancabili interessi economici, che anche in questo caso sono enormi. Calcolando vaccini, farmaci, antibiotici e tutto l'indotto (visite specialistiche, esami di laboratorio, mascherine, ricoveri, ecc.) stiamo parlando di un affare da centinaia di miliardi di dollari.
Dall'altra però c'è il controllo delle masse.
Nonostante quello che i medici dicono, i vaccini, quando va bene, e cioè quando non producono effetti collaterali immediati (danni vaccinali), indeboliscono il sistema immunitario e predispongono alla malattia futura perché inquinano l'organismo con metalli pesanti e altre tossine velenose (vedi collegamento tra mercurio e alluminio dei vaccini con la sclerosi multipla, il morbo di Parkinson e di Alzheimer...).
Quindi le case farmaceutiche non solo stanno incamerando miliardi attraverso la paura, ma si stanno anche ipotecando un mercato spropositato in futuro: milioni di nuovi malati.
E le persone malate non sono persone libere...
Infine c'è da tenere in considerazione anche coloro (gli organismi più deboli: giovani e anziani) che non riusciranno a superare la dose vaccinale stessa, proprio come accadde nelle grandi vaccinazioni di massa (Stati Uniti 1976, ecc.).
Cosa possiamo fare?
La cosa più intelligente e unica che possiamo fare è ovviamente stare alla larga da vaccini e farmaci di qualsiasi tipo.
Dall’altra migliorare e potenziare il terreno biologico mediante una nutrizione superiore.
L’ambiente interno, in cui avvengono tutti i processi metabolici e fisiologici è quello che fa la differenza. Se risulta essere alcalino è impossibile l’evolversi di una malattia degenerativa in quanto la malattia richiede sempre un ambiente esclusivamente acido.
Un organismo sano, cioè libero dalla tossiemia, con una energia nervosa sufficiente, è assolutamente inattaccabile da qualsiasi agente esterno.
Qui trovate l'articolo intero: www.disinformazione.it