Avete presente i fazzoletti profutami tanto pubblicizzati e dalle miracolose capacità lenitive? Bene, sembrerebbe abbiano uno spiacevole rovescio della medaglia. Leggete questo articolo che ho pescato in rete.
I nuovi fazzoletti Tempo Complete Care (una confezione da 10 costa da 1,99 a 2,19 euro) si presentano come ideali per il raffreddore. I messaggi promozionali puntano sulla loro capacità di lenire gli arrossamenti al naso e favorire la respirazione grazie a ingredienti come l’olio di eucalipto. In effetti questi fazzoletti profumati contengono davvero eucalipto (eucalyptol), ma anche altri ingredienti che di naturale non hanno proprio nulla.
Ci sono due sostanze chimiche considerate emollienti (di cui una è un derivato petrolifero: petrolatum mineral oil) e quattro sostanze chimiche profumanti che possono provocare allergie (hexyl cinnamal, limonene, hydroxyisohexyl 3-cyclohexene carboxaldehyd, buthylphenyl methylpropional). Proprio per evitare fastidi alla salute, sulla confezione troviamo l’avvertenza “evitare il contatto con gli occhi”. Dato che si tratta di un fazzoletto, questa precauzione è a dir poco anomala: in pratica dovreste ricordarvi di usarlo solo per il naso. Ma non è solo per una questione di praticità che ne sconsigliamo l’acquisto.
Da questi fazzoletti è meglio tenere alla larga i più piccoli: l’agenzia francese per la sicurezza dei prodotti cosmetici ha segnalato che alcuni oli essenziali, tra cui proprio l’eucalipto, possono avere effetti neurologici dannosi per i bambini, specialmente se di età inferiore ai 3 anni. In Francia ne è stato quindi vietato l’utilizzo come ingredienti nei prodotti dedicati ai bebè.
fonte altroconsumo
mercoledì 6 maggio 2009
Occhio al fazzoletto profumato
mercoledì 17 dicembre 2008
Latte crudo e informazione bollita
Cominciano a crescere anche dalle nostre parti i distributori di latte crudo e di conseguenza comincia a crescere la paura dei grossi distributori di perdere clienti. L'unica soluzione è terrorizzare l'opinione pubblica con comunicati stampa e video sulle reti nazionali. Informatevi e scoprite il loro gioco. Il latte crudo è più sano, nutriente, meno inquinante e più economico, il resto è menzogna. Cambiate le vostre abitudini per cambiare il mondo. Qui trovate una mappa dei distributori di latte crudo nella nostra provincia: http://www.milkmaps.com
Di seguito riporto un articolo tratto dal blog di Grillo:
Quando si toccano gli interessi economici dei grandi gruppi, da Benetton a Impregilo alla Granarolo, i partiti accorrono subito in aiuto. E' un interesse di scambio. Il voto di scambio è ormai superato, si eleggono da soli. Per questo le leggi servono solo a tutelare le lobby. I politici fanno le leggi per i loro lord protettori. I lord protettori concedono graziosamente ai politici di servirli.
Se un cittadino è una testa calda e fa la raccolta differenziata, si dota di pannelli solari o, estrema bestemmia, beve latte crudo della mucca sotto casa, è un sovversivo. L'informazione è dalla loro parte, ma la verità è dalla nostra. Chi beve latte crudo campa cent'anni e risparmia almeno un terzo. Ogni Comune un distributore automatico di latte. Se lo volete, succederà.
"Caro Beppe,
dopo gli incentivi alle energie rinnovabili, ci vogliono togliere anche il latte crudo.Il latte alla spina, quello da rivendita in distributore self service, dove si riempie la bottiglia più volte. Lo stesso per cui dal 6 all' 8 dicembre, Telethon ha fatto partire una corsa di solidarietà con il Consorzio Tutela Latte Crudo e la Regione Lombardia: ogni due litri di latte venduti, il terzo è donato alla ricerca sulle malattie genetiche.
Nonostante questa importante iniziativa, la situazione è grave: in una parola, disinformazione. In questi giorni, su reti televisive e testate giornalistiche nazionali, alcuni articoli e servizi stanno procurando forte discredito verso questo alimento, danneggiando allevatori e produttori. Frasi del tipo "Latte alla spina, allarme batteri" o "Latte crudo - È necessario bollirlo", o ancora "Il Ministero ipotizza uno stop delle vendite", si sprecano.
Nove casi di sindrome emolitico uremica indotta da Escherichia Coli O 157, presi a pretesto per diffondere l'idea della diretta implicazione del consumo di latte crudo non pastorizzato, hann fatto partire un tam tam mediatico utile a generare clamore, insicurezza e disaffezione: le condizioni ideali per un intervento legislativo all'insegna delle più ingiuste restrizioni.
Il Meetup "Amici di Beppe Grillo di Brescia" ha raccolto alcune dichiarazioni del Dr. Fausto Cavalli, agronomo zootecnico, coordinatore di Bevilatte Srl, Agenzia di Servizi per l'Agricoltura. La sua esperienza ci dimostra come questi clamorosi casi siano falsi, poiché nulla è mai stato dimostrato (nel 2008, le analisi disposte dall'Autorità Sanitaria hanno riscontrato la totale assenza dell'Escherichia Coli O 157 in tutti i 1.423 campioni analizzati), ed anzi i produttori coinvolti proseguono a vendere regolarmente il loro latte, magari dopo aver denunciato a suo tempo alcuni funzionari ASL che li costringevano a tenere chiusi i distributori.
Ci siamo chiesti il perché di questa insistente campagna denigratoria. Il fenomeno del latte crudo alla spina parte proprio dalla nostra città, Brescia, ed è arrivato a a 1.000 distributori sul territorio nazionale (405 in Lombardia). Ognuno vende circa 100 litri di latte al giorno, per 365 giorni all'anno. Un litro di latte alla spina costa circa 1 euro, ovvero 50 centesimi meno del latte pastorizzato fresco da supermercato (fonte: www.clal.it). 18 milioni di euro che in un anno scompaiono dalle tasche delle grandi distribuzioni e multinazionali lattaie, a beneficio di noi cittadini che paghiamo meno e beviamo tutta salute, riscoprendo il rapporto diretto con l'agricoltura.
Perché bevo latte crudo, dalla lettera del Dr. Cavalli.
"La situazione inerente il latte crudo è piuttosto grave: insistenti passaggi sulle Reti e Testate nazionali stanno procurando forte discredito verso questo interessante alimento e contro gli stessi allevatori produttori.Sostanzialmente la tesi enunciata cerca di dimostrare che l’assunzione di latte crudo,senza la preventiva pastorizzazione, sia assolutamente pericoloso per la salute ... si vorrebbe imposto l’obbligo di previa bollitura del latte crudo. La questione è che il latte crudo è proposto da anni da consumarsi, appunto, crudo ... perché, così come risulta da numerosi studi, solo in queste condizioni si può beneficiare di alcune interessanti proprietà nutrizionali e nutraceutiche..." Leggi la lettera completa.
Noi continueremo ad acquistare il latte crudo alla spina, e a rifornirci nei distributori in città. In sua difesa firmeremo la petizione al Ministro delle Politiche Agricole Zaia e al sottosegretario Martini, promossa dal Consorzio Tutela Latte Crudo contro la chiusura preventiva dei distributori di latte crudo.
Speriamo ci perdonerai, se questa volta rinunciamo alla tua formula: le fragole sono mature. Oggi preferiamo: la mucca è stata munta. Loro non molleranno mai, noi neppure." Gruppo Meetup Amici di Beppe Grillo di Brescia
FIRMA CONTRO LA CHIUSURA DEI DISTRIBUTORI DI LATTE CRUDO
martedì 18 novembre 2008
Rifiuti zero
Mentre nel nostro comune si litiga sul sistema migliore di raccolta dei rifiuti, nel resto del mondo si parla di "zero waste" (rifiuti zero). QuiArgelatoLibera vi da qualche consiglio ecologico per migliorare il pianeta risparmiando (che non fa mai male di questi tempi):
DETERSIVO PER LAVASTOVIGLIE:
oggi è possibile farsi in casa in pochi minuti un detersivo per lavastoviglie dal costo contenuto e assolutamente naturale.
Ingredienti: 200 gr sale grosso, 100 gr aceto bianco, 400 gr acqua, 3 limoni con buccia tagliati a pezzetti. Preparazione: mettere i limoni e il sale nel frullatore e tritare per 20 secondi. Mettere sul fuoco e aggiungere l'acqua e l'aceto, far bollire per circa 15 minuti sbattendo con una frusta. Dosi: due cucchiai nella vaschetta della lavastoviglie o quanto basta sulla spugna per lavaggi a mano. Per piatti particolarmente sporchi e untuosi nell'acqua per lavare i piatti o nella lavastoviglia si può mettere anche mezzo limone. Il brillantante lo si puo' sostituire con l'aceto e il sale per lavastoviglie con sale grosso da cucina.
DETERSIVO PER LAVATRICI:
in commercio si trovano prodotti come la biowashball in grado di lavare il bucato senza l'utilizzo di alcun tipo di detersivo. Purtroppo in Italia sono difficili da reperire, ma si possono comprare sul web e con una quarantina di euro garantiscono 3 anni di lavaggi e un notevole risparmio di denaro.
Provare per credere, il risultato è garantito da migliaia di utenti sul web.
domenica 26 ottobre 2008
Foglio Aperto
L'URP di Argelato ha risposto alla mia domanda inserita nel post del 23 ottobre in merito alla possibile cancellazione del servizio di consegna in formato cartaceo di Foglio Aperto:
"Intanto la ringrazio per la comunicazione, abbiamo già provveduto a
togliere il suo nominativo dall'elenco dei capifamiglia a cui inviamo
FOGLIO APERTO.
Pertanto lei potrà leggere il nostro giornalino sul sito del Comune.
Cordiali saluti"
PS: questa è la mail a cui mandare la richiesta: urp@comune.argelato.bo.it
giovedì 23 ottobre 2008
Referendum
Il 23 novembre, data prevista per il referendum, si avvicina. Per aiutarci a scegliere meglio, il nostro Comune, ha mandato a casa di tutti i cittadini un volantino che racchiude le ragioni del SI e quelle del NO. Di seguito vi allego la versione digitale del volantino lasciandovi con una domanda: "è possibile che nel 2008 un comune come quello di Argelato debba spendere soldi pubblici per stampare volantini da inviare ai cittadini? Non sarebbe più conveniente abituare il cittadino ad informarsi sul web piuttosto che consumare carta che in pochi minuti finirà in discarica con inevitabile inquinamento prodotto dai mezzi per la consegna e la raccolta e lo smaltimento dello stesso?". Ho rivolto al Comune questa domanda chiedendo (se possibile) di non inviare il volantino cartaceo ai cittadini che lo richiedessero. L'invio potrebbe avvenire, ad esempio, solo tramite email con notevoli risparmi di tempo, denaro e inquinamento. Vi terrò aggiornati.
Le ragioni del NO.
Le ragioni del SI.
lunedì 13 ottobre 2008
No al nucleare in un click
Ci sono scelte semplici. Si prendono tra una soluzione molto conveniente e una del tutto sconveniente. In realtà sono non scelte. Scegliere implica decidere. Decidere, anche etimologicamente, significa operare una recisione. E recidere, ovvero tagliare i legami, costa dolore. Una scelta facile è un’ovvietà, non costa nessuna fatica. Quindi è un senso unico, una direzione obbligata. L’altra soluzione in realtà non è tale, un po’ come gli altri candidati alle ultime primarie bluff del PD meno L. Non erano primarie: erano secondarie. L’unico candidato era Veltroni. L’unico a presentarsi ovunque, dalla televisione ai giornali. Un anticipo del Veltrusconismo moderno, la consacrazione della casta in un unico e definitivo movimento: Per il Male Comune. Il Male Nostruum, nel senso che è il nostro male.
Poi ci sono scelte complesse, o meglio: Scelte. Quelle vere. Si prendono tra due soluzioni che devono essere vagliate attentamente. Costano dolore. Il dolore è dovuto proprio al fatto che si deve abbandonare una strada a favore della seconda, anche se la prima aveva dei vantaggi, ai quali bisogna saper rinunciare. Se facciamo passare una scelta vera, che è cosa complessa, per una non scelta, cioè per una scontata ovvietà di cui non vale la pena parlare, allora abbiamo un problema.
Sarà un caso che il Piano di Rinascita Democratica prevedesse esplicitamente il ritorno al nucleare, insieme all’utilizzo dell’esercito e all’attacco frontale alla magistratura? Sarà un caso che gli esponenti della loggia massonica deviata Propaganda Due oggi siano al governo e stiano riproponendo il piano del grande maestro Licio Gelli? Forse…
Quello che è certo, è che stiamo facendo passare la scelta tra il ritorno al nucleare e gli investimenti in energie rinnovabili come un’ovvietà, una non scelta. Ergo abbiamo un problema.
Per tentare di risolvere questo problema, il movimento civico Per il Bene Comune lancia un sasso nello stagno, agita disperatamente le braccia dal deserto cui è ridotta l’informazione, cercando di richiamare l’attenzione dei soccorsi. I soccorsi siamo noi, l’opinione pubblica. Dobbiamo dare vita ad una nuova Notte Dei Cristalli, solo che non sono i cristalli delle vetrine dei negozi a dover essere distrutti, ma i cristalli dei televisori, gli schermi delle tv al plasma, gli LCD che diffondono verità programmate trent’anni fa. Ci vuole un rogo come quelli accesi nelle notti di maggio del 1933, ma al posto dei libri dobbiamo bruciare i telecomandi. Dobbiamo cominciare subito. Se andate a fare visita a un amico, togliete di nascosto le pile ai suoi telecomandi. Tagliategli il cavo di alimentazione del televisore, senza farvi vedere. Darà la colpa a un topo. Non un topo di biblioteca, no... Un topo di internet! I topi hanno incisivi fortissimi. Devono quindi incidere. Fate lo stesso con mamma, papà, zii, nipoti. Dove passate voi, non un solo tubo catodico deve restare acceso. Per Natale, regalate chiavette USB con il collegamento a internet. Sotto l’albero, fate trovare un modem. Se siete poveri, regalate un file zeppo di bookmarks di siti interessanti. Liberiamo l’informazione oppressa dalle catene dei media. Che corra libera e selvaggia nelle praterie di bit.
Cominciate subito: firmate e fate firmare la petizione per dire no al nucleare. Non possiamo più stare a guardare. I nostri bambini non se lo meritano.
(fonte Byoblu.com)
giovedì 25 settembre 2008
ApA: votare SI
Con il referendum alle porte, ApA torna a far sentire la sua voce con un nuovo comunicato, incitando i cittadini a partecipare, domenica 23 novembre 2008 dalle 8.00 alle 21.00, al voto per abrogare il servizio di raccolta differenziata con modalità porta a porta.
Chissà quante volte, in tutti questi mesi, vi sarete chiesti se era giusto andare al referendum e altrettante volte se era meglio votare SI’ oppure NO!!!
Pensando a quante lotte sono state fatte in passato per poter conquistare lo strumento del referendum, crediamo sia più che ragionevole utilizzarlo, ancor di più dopo tutto quello che abbiamo visto accadere nel nostro comune: imposizioni autoritarie, ricatti, inganni, poco rispetto dei cittadini e scarso interesse per le difficoltà di molti!!!! Ed eccoci al dunque; dopo aver capito che andare a votare è un nostro DIRITTO-DOVERE dobbiamo capire perché VOTARE SI’… SI’ per la nostra libertà di pensiero, SI’ per il rispetto dell’ambiente, SI’ per il rispetto di tutti i nostri concittadini che hanno serie difficoltà, SI’ per il risparmio economico, SI` perché la politica deve starne fuori ma soprattutto SI’ PER DIFFERENZIARE!!!! Esatto, avete capito bene SI’ PER DIFFERENZIARE.
Se avete letto con attenzione il FOGLIO APERTO n° 3 avrete notato che nei dati forniti da GEOVEST si nota chiaramente che la raccolta che ha dato gli aumenti maggiori è quella dell’organico (CASSONETTO STRADALE ) che segna un più 36% mentre ad esempio la plastica (PORTA A PORTA) segna solo un misero più 9%!! Allora ci chiediamo: era così indispensabile spendere centinaia di migliaia di Euro in bidoni condominiali, bidoncini e nuovi automezzi? Bastava spiegare ai cittadini Argelatesi, aià molto attenti all’ambiente, i meccanismi per differenziare meglio e lasciare loro la LIBERIA’ di sempre. Pensate anche a quante disparità tra concittadini ha creato il porta a porta: persone che possono lasciare i bidoncini su suolo pubblico (alcuni in Via Gramsci a Funo) altri invece che hanno dovuto occupare dei posti macchina condominiali (con un danno economico sulla valutazione dell’immobile) altri ancora devono tenere i bidoncini o in casa o nel terrazzo.
Tutto questo non vi fa pensare che ci sia qualcosa CHE NON VA? Perché non premiano chi conferisce materiale riciclabile (come faranno a San Giorgio Di Piano) ma fanno pagare di più il non riciclabile? E dove è il decoro urbano che tanto ha millantato il nostro Sindaco? Adesso abbiamo un paese pieno di sacchetti e bidoncini del porta a porta e bidoni stradali. Vi siete chiesti come mai si sono messe in campo tutte le forze politiche pur di riuscire ad IMPORRE il porta a porta? Oggi ci ricattano e ci impongono una modalità di conferimento dei rifiuti e DOMANI? Domani, vedrete, ci metteranno l’organico in casa!!!
Votiamo SI’ al prossimo referendum per rimanere LIBERI DI SCEGLIERE, perché NOI ARGELATESI possiamo DIFFERENZIARE senza dover essere legati a giorni ed orari e senza dover convivere con i rifiuti in casa.
Siamo cittadini responsabili e non degli ECOígnorantí come ci ha descritto il Sindaco di Argelato!!
Il Comitato ApA
giovedì 11 settembre 2008
You have the power. Save energy.
Dall'Australia parte questa nuova campagna di sensibilizzazione per limitare le emissioni di CO2 prodotte quotidianamente dalle più comuni attività domestiche.
giovedì 24 luglio 2008
Porta a Porta a San Francisco
Mentre ad Argelato continua la battaglia tra PaP e ApA, tra raccolta porta a porta e raccolta stradale ho avuto modo di girare il mondo e qualche giorno fa sono stato a San Francisco. La meravigliosa cittadina americana conta 744.041 abitanti, copre un'estensione di 122 km² e come potete notare dalla foto, effettua la raccolta porta a porta. La città è pulitissima sia nel centro che nella sterminata periferia della contea dove si possono trovare molte case disperse nel nulla con i cassonetti colorati (simili ai nostri) davanti al cancello, nei giorni di raccolta.
Argelato conta 8.680 abitanti e ha una superficie di 35,2 km², non ha grattaceli di 50 piani, non ha negozi, aziende o quartieri paragonabili a quelli di San Francisco, ma ha un gruppo di cittadini che ha il coraggio di trovare inapplicabile il PaP nel nostro comune perchè troppo costoso o troppo faticoso (in realtà spesso non si capisce il perchè, n.d.a.).
Il PaP è un buon metodo di raccolta differenziata, ma è soprattutto un ottimo modo per conoscere e toccare con mano il problema dei rifiuti e quello dell'acquisto delle materie prime più o meno reciclabili e quindi più o meno dannose per l'ambiente. Domenica 23 novembre 2008, dalle ore 8,00 alle ore 21,00, si svolgerà ad Argelato il referendum comunale abrogativo sulla raccolta differenziata con modalità porta a porta. Non permettiamo ad ApA di rovinare il nostro comune e il nostro pianeta per motivi così futili. Marani Davide.

San Francisco - 9 luglio 2008
mercoledì 18 giugno 2008
Pannolini ecologici
I pannolini per bambini sono una delle parti più critiche della gestione dei rifiuti. Nei primi 3 anni di vita per gestire i bisogni fisiologici dei nostri piccoli se si utilizzano pannolini usa e getta, si producono infatti fino a 1000Kg di rifiuti non riciclabili.
Secondo una ricerca dell'Università di Kiel (Germania) vengono sprecati annualmente per bimbo:
28 metri cubi di acqua di scarico, 208 Kg di materie prime non rinnovabili, 361 Kg di materie prime rinnovabili ed una superficie di terreno pari a 31.000 ettari. 8900 Megajoule se ne vanno in energia.
Ma l'alternativa è possibile. Sono ormai diversi i siti che consento di ordinare eco-pannolini riciclabili e riutilizzabili, risparmiando non solo in materie prime, ma anche in denaro, garantendo ugualmente lo stesso livello di igene e sicurezza per il bambino.
Così facendo si evitano 1000Kg di rifiuti in tre anni, si risparmiano da 1500 a 2000 euro a bambino, si utilizza meno della metà di acqua, un solo ottavo di materie prime non rinnovabili, il 90% in meno di materie prime rinnovabili ed un terzo di energia. Anche l'utilizzo dei suoli è da 4 a 30 volte inferiore.
Di seguito riportiamo alcuni link interessanti:
mercoledì 4 giugno 2008
Fragole con panna il G.A.S. di Funo
Il 19 Maggio è nato anche a Funo il primo Gruppo di Acquisto Solidale. L'attività che è ancora in fase di test, si è prefissa l'iniziale obiettivo di fornire una volta a settimana frutta e verdura di stagione, raccolta nelle nostre campagne, direttamente al consumatore finale, non solo per ridurre i costi legati agli intermediari commerciali, ma anche per sensibilizzare il consumatore ad acquistare unicamente prodotti locali. La linea è quella dei prodotti a KM Zero, sostenuta da Coldiretti in questi ultimi mesi. Questa filosofia di acquisto, se applicata su larga scala, ridurrebbe sensibilmente l'inquinamento legato al trasporto di prodotti coltivati in terre lontane, conservati all'interno di celle frigorifere e trattati con conservanti chimici. In questo modo non ci guadagna solo l'ambiente, ma anche la nostra salute.
Per maggiori informazioni visitate il blog fragoleconpannafuno.blogspot.com o scrivete a fragoleconpannafuno@gmail.com.
giovedì 29 maggio 2008
Cosa beve Argelato?
Il 17/03/2008 avevo pubblicato un articolo per mettere a confronto le acque minerali in bottiglia con quelle dei nostri rubinetti, accusando la pubblicità di aver convinto erroneamente le persone che il prodotto più inquinante e costoso dei due sia quello più sicuro e controllato. A distanza di 2 mesi anche il comune di Argelato si è interessato al problema pubblicando, in data 26/05/2008, un documento rilasciato dal Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione dell'Azienda USL di Bologna su 13.500 controlli eseguiti presso l'acquedotto di Bologna negli ultimi 18 anni (1991 - 2007). Il documento (scaricabile qui) racconta di acque in ottima salute nelle nostre tubature e conclude con il seguente monito: "Il consumo di acqua minerale è in forte crescita nel mondo e l'Italia si trova al primo posto per consumo procapite con 183,6 litri di acqua consumati in un anno. Oltre ai maggiori impatti ambientali dovuti al fatto che il trasporto dell'acqua in bottiglia su lunghe distanze comporta forti consumi di combustibili fossili, il consumo di acqua minerale comporta una spesa consistente. Considerando un consumo medio di 1.000 litri all'anno per una famiglia di tre persone e il prezzo medio di 25 centesimi per litro di alcune acque minerali naturali in commercio, la spesa per l'acqua minerale è di circa 250 euro all'anno. La spesa per la stessa quantità di acqua proveniente dall'acquedotto sarebbe invece di solo 1 euro all'anno."
I costi in termini di materie prime, legati alla produzione di una singola bottiglia d'acqua da 1,5 litri, esclusi i consumi per le operazioni di trasporto, estrazione materie prime e smaltimento, vengono quantificati in (*) :
- 80 gr. di petrolio
- 0,7 l. di acqua (metà di quanto la bottiglia può contenere)
- anidride carbonica (92 gr.)
- ossido di azoto (0,8 gr.)
- ossido di zolfo (1 gr.)
- idrocarburi (1,6 gr.)
- monossido di carbonio (0,72 gr.)
* fonte: Paul Mc Rande, The green guide, in State of the world 2004, Edizioni Ambiente, Milano 2004, pagg. 136-137
giovedì 15 maggio 2008
Finanziamenti Metano e GPL
Il crescente prezzo del carburante e l'aumento del livello di inquinamento delle nostre città ci permette di riflettere, ancora una volta, sull'utilità del mezzo automobile. Sebbene la soluzione radicale del problema ossia l'indipendenza totale dall'auto sia ovviamente la migliore, per molti motivi è anche la meno realizzabile (almeno per il momento). Proprio per questo il Comune di Argelato, in collaborazione con la Regione Emilia Romagna, ha provveduto all’assegnazione di incentivi, fino ad un massimo di 600€ pro capite, per l’alimentazione a metano e GPL dei veicoli privati (autoveicoli e motoveicoli). Per maggiori informazioni:
Il GPL e il Metano sono carburanti ECOCOMPATIBILI, hanno cioè ridotte emissioni di sostanze inquinanti come:
- Monossido di carbonio;
- Idrocarburi incombusti;
- Biossido di zolfo;
- Particolato;
- Composti organici volatili;
- Benzene;
- Ipa (Idrocarburi Poliociclici Aromatici);
BENZINA VERDE:
- Benzene: 32,7 mg/Km
- So2 (Anidride Solforosa): 560,0 mg/Km
- Pm (Polveri PM10): 5 mg/Km
- NH3 (Ammoniaca): 70,0 mg/Km
- Benzene: 2,1 mg/Km
- So2 (Anidride Solforosa): 279,0 mg/Km
- Pm (Polveri PM10): 51,1 mg/Km
- NH3 (Ammoniaca): 1,0 mg/Km
- Benzene: 0 mg/Km
- So2 (Anidride Solforosa): 189,0 mg/Km
- Pm (Polveri PM10): 2 mg/Km
- NH3 (Ammoniaca): 0 mg/Km
A titolo informativo allego anche il link a prezzibenzina.it, un sito aggiornato dagli automobilisti di tutta Italia per essere sempre aggiornati sui prezzi dei distributori in tempo reale e conoscere quello più vantaggioso dove riifornirsi.
giovedì 24 aprile 2008
The Earth Day
Il 22 aprile è stato il 38esimo Earth Day, il giorno dedicato alla terra. Qui Argelato Libera vi propone alcuni piccoli accorgimenti quotidiani che possono aiutare a migliorare sensibilmente il nostro pianeta:
- Cambia la luce. Sostituisci una lampadina normale con un’altra a basso consumo per risparmiare 70 kg di CO2 l’anno e tanti soldi in bolletta (almeno 60 euro l’anno se le si cambia in tutta la casa). Le vecchie lampadine al tungsteno dovrebbero in realtà chiamarsi “stufette”: il 95% dell’elettricità la sprecano in calore inutile.
- Meno “usa e getta”: per detergere, pulirsi, farsi la barba, scrivere… c’è sempre un’alternativa migliore della carta vergine.
- Più riciclo. La carta riciclata riduce del 20% la CO2 e salva gli alberi. La plastica diventa mille cose diverse. Riciclare il vetro fa risparmiare il 30% di CO2 e il 120% di materie prime. Riciclare le lattine di alluminio l’85%, e con 37 lattine si fa una caffettiera nuova.
- Risparmia con “classe”. Un frigo di classe “A” va per 43 ore con la stessa energia consumata da uno di classe “C” in 16. Usa lavatrice e lavastoviglie solo a pieno carico: il tasto “1/2″ inganna, dà risparmi solo del 20%. E un bucato a 90°C consuma sette volte tanto che a 30°!
- Niente luci rosse. Stereo, tv e dvd in “stand-by” succhiano da 70 a 150 euro all’anno d’elettricità, non per il led ma perché stanno accesi per “sentire” il telecomando. No, spegni tutto con il pulsante.
- Riscalda meglio. Non coprire i caloriferi con niente. Abbassa il termostato, ogni grado in meno fa risparmiare l’8% annuo. Se la caldaia ha più di vent’anni, sostituiscila.
- Climatizzatore. Usalo moderatamente, non installarlo su una parete assolata, e quand’è acceso le finestre vanno chiuse.
- Ai fornelli. Pentole dello stesso diametro della corona dei fornelli, altrimenti si spreca fino a un terzo di calore. E col coperchio! Senza si consuma il quadruplo di gas.
- Meno carne. 1 kg di carne consuma 100 volte le risorse di 1 kg di cereali. 1 kg di patate assorbe 500 litri d’acqua, 1 kg di grano 900… 1 kg di carne da 25.000 a 100.000! E ogni hamburger fa fuori mezzo metro quadrato di foresta. Insomma, più verdure, solo di stagione, più cibi locali e meno trasporti internazionali.
- Meglio da agricoltura biologica. Oltre a inquinare meno, consumare meno energia ed emettere la metà dei gas delle altre, le fattorie bio hanno anche un ruolo “attivo” nel ridurre i gas serra. Ogni ettaro bio assorbe 1,5 kg di tonnellate di CO2 all’anno: per l’attuale superficie italiana fanno 1.650 mila tonnellate di CO2 all’anno.
- Acqua di rubinetto. Ha tanti eco-vantaggi, costa poco, è controllata. Raccoglila in una brocca al mattino per la sera, così il cloro evapora ed è pure buona!
- In macchina meno e meglio. Il 46% delle emissioni di CO2 dei trasporti viene da auto private. L’auto ben tagliandata può consumare il 5% in meno. Con le gomme gonfie, il 2%. Non partire subito: a freddo “beve” il 50% in più.
- Se si può, in treno. Da Milano a Roma un passeggero in aereo genera 80 kg di CO2; in auto da solo, 70 kg; in treno tre volte meno: 23 kg!
- Usa solo pile ricaricabili. Durano da 500 a 1000 cicli. Quelle usa e getta sono bombe chimiche irrecuperabili, per produrle si consuma 200 volte l’energia che contengono, l’80% finisce nella spazzatura normale contaminandola, e comunque non sono riciclabili in alcun modo.
- Al computer. Attiva la funzione “risparmio energia”. In pausa pranzo spegnilo bene, anche il monitor; e lo schermo Lcd consuma la metà.
- Energia pulita. Accendi il contratto con un fornitore di energia rinnovabile.
- Pianta un albero. Un solo albero assorbe almeno 1 tonnellata di CO2 nella durata della sua vita.
(fonte pieroricca.org)
mercoledì 2 aprile 2008
Linee guida etichettatura ambientale
L'Istituo Italiano Imballaggio ha pubblicato le sue "Linee Guida per l'Etichettatura Ambientale degli Imballaggi". Documento tanto utile quanto scoraggiante, perché evidenzia la giungla di simbologie in uso e la difficoltà di interpretazione che queste producono. In attesa che qualcuno si accorga del problema e metta un po' di ordine è comunque un punto di riferimento utile per effettuare un'accurata raccolta differenziata.
Scaricatelo
martedì 1 aprile 2008
PaP definitivo! Forse.
Sembra essere questa l'ultima settimana in cui si potranno vedere sul territorio del Comune di Argelato i cassonetti stradali a cui siamo abituati. Il PaP è ormai operativo da tempo (fine 2007) e il periodo di transizione sta per terminare. A testimoniarlo sono stati distribuiti volantini ai residenti delle zone che ancora oggi dispongono dei cassonetti stradali. Nel frattempo il polverone sollevato da ApA sembra essersi ormai dissolto o quanto meno abbassato dato che il Comune ha dato il via libera per il referendum abrogativo che si svolgerà dopo l'estate, presumibilmente nei mesi di ottobre o novembre.
Sebbene non fosse nelle intenzioni del comitato, il clima di protesta che si è creato in questi mesi, proprio a causa dell'insensibilità al dialogo di ApA, è bastato per giustificare, nella mente dei cittadini più irrensponsabili, l'abbandono dei rifiuti lungo le nostre strade. Per marginare il fenomeno, il Sindaco ha dato direttiva di aumentare i controlli, ed è quindi è auspicabile una diminuzione di tale reato nelle prossime settimane (il senso civile dei cittadini dovrebbe fare il resto).
Il sondaggio promosso dal blog di Qui Argelato Libera nel mese di Marzo, ha evidenziato un sostanziale vantaggio dei favorevoli al PaP (al contrario di quanto dichiarato da ApA). Questo dato è sostenuto da altri sondaggi presenti sui blog comunali come quello di Argelato.info che ha ottenuto il medesimo risultato di 2 cittadini favorevoli su 3.
mercoledì 26 marzo 2008
I'm not a plastic bag

Ogni anno nel mondo vengono prodotte circa 500 miliardi di buste di plastica ovvero 1 milione di buste al minuto. A chi è nato in tempi recenti può sembrare che gli shopper siano sempre esistiti, ma in realtà fanno parte della nostra vita quotidiana solo da 25 anni e in questo breve lasso di tempo hanno causato danni incalcolabili. Per smaltire una busta di plastica ci vogliono circa 1000 anni e per mantenere la produzione attuale sono richiesti circa 60 milioni di barili di petrolio ogni anno. E' stato calcolato inoltre che ogni volta che una famiglia media va a fare la spesa riporta a casa circa 15 buste e bustine. Per non parlare infine del fatto che ogni anno più di 100 mila tartarughe e altri animali marini muoiono a causa delle buste di plastica che spesso vengono scambiate per cibo.
In Italia si producono circa 200 mila tonnellate di sportine di plastica all'anno, impiegando circa 430 mila tonnellate di petrolio, pari a oltre 2,5 milioni di barili di petrolio. Questo è il motivo per cui in alcune città di Francia, Uganda, Australia, Bangadesh e Stati Uniti sono stati assunti provvedimenti di messa al bando delle sportine di plastica. L’Italia, secondo quanto stabilito nella passata Finanziaria, dovrebbe incentivare l’uso di surrogati di origine vegetale e, successivamente, dal 2010 assumere i primi provvedimenti di messa al bando, anche se ancora non sono state definite le modalità di sanzionamento e multe per i trasgressori.
In Europa, tra i paesi più virtuosi, vi è senza dubbio l'Irlanda che è riuscita a far crollare del 94% l'uso delle buste di plastica da supermercato inserendo una tassa di 0,33 € per l’acquisto di ogni shopper in plastica. Come risultato, le persone fanno la spesa con buste in stoffa portate da casa, e circolare con la busta di plastica per la strada è diventato motivo di vergogna come andare in giro con la pelliccia di volpe argentata. La soluzione, anche in Italia, è banale ed è rappresentata appunto dalle borse di tessuto con tracolla, riusabili per anni. In cotone, canapa, juta, a reticella, sono il passato e il futuro dello shopping (dalla grande spesa al piccolo oggetto), dopo la lunga e irrazionale parentesi dello shopper usa e getta.
Spesso siamo convinti di non poter fare nulla, nel nostro piccolo, per poter migliorare l'ambiente e ci lasciamo trascinare dallo sconforto. Questo è sbagliato. E' proprio dalle piccole cose, dai gesti quotidiani più insignificanti che il mondo comincia a cambiare.
"[...] stiamo andando verso una situazione insostenibile. In cui nemmeno il migliore, il più onesto e competente dei governanti (e la materia scarseggia su questi fronti, come ben si sa) potrà prendere le decisioni drammatiche che c'impongono quando si troverà a dover fronteggiare una opinione pubblica che, non sapendo il perché (visto che nessuno glielo spiega), sarà ostile e riottosa su tutti i fronti.
Così i cambiamenti s'imporranno drammaticamente, al di sopra e al di fuori della volontà di tutti. Perché in tutta questa storia c'è un protagonista assoluto, che non ascolterà nessuno perché è del tutto sordo, senza pietà e senza morale. La Natura non tratta con noi e non aspetterà le nostre decisioni in ritardo."
Giulietto Chiesa
lunedì 17 marzo 2008
Acqua in bottiglia? No, grazie.

Una volta si andava a piedi al pozzo per recuperare gratuitamente acqua potabile, oggi utilizziamo l’auto per recarci nei supermercati e pagare profumatamente poche bottiglie d’acqua minerale. Questo perché la pubblicità ci ha abituati a pensare che l’acqua in bottiglia sia dotata di qualità curative e rigeneranti, inducendo le persone a classificare l’acqua del rubinetto come più dannosa. Questo non è vero. Per fare un'attenta analisi bisogna tenere in considerazione tre punti fondamentali:
1. LA PUREZZA: l'acqua minerale non è considerata dal legislatore un'acqua potabile, ma un'acqua terapeutica in ragione di certe caratteristiche fisico-chimiche che ne suggeriscono un uso per fini specifici. Per queste ragioni è consentito alle acque minerali di contenere sostanze dannose come l'arsenico, il sodio, il cadmio in quantità superiori a quelle invece interdette per l'acqua potabile. Inoltre la plastica (in particolare il Pet di cui sono fabbricate la maggior parte di bottiglie) se esposta a luce e calore può trasmettere al contenuto sostanze indesiderate, addirittura nocive (aldeidi il Pet e cloruro di vinile il Pvc ). Le bottiglie che arrivano ai supermercati hanno spesso subito lunghi trasporti sotto il sole senza essere isolate da fonti di calore. L'acqua in bottiglia "invecchia" più rapidamente perché stagnante e le normative sono troppo elastiche sulla data di scadenza. L'acquedotto, invece, ne controlla quotidianamente la composizione, che talvolta ha caratteristiche chimiche migliori di quella di alcune marche.
2. I COSTI: l'acqua minerale non è né più pura né più sana della potabile, ma è certamente molto più cara dalle 300 alle 1000 volte. I costi per il cittadino non avvengono solo in fase acquisto del bene, ma anche in fase di smaltimento del rifiuto prodotto. Ci troviamo di fronte ad un fenomeno di sfruttamento a fine di lucro di un bene demaniale che secondo quanto ha riconfermato la legge sull'acqua del 1994 (la legge Galli) fa parte del patrimonio inalienabile delle regioni. Lo sfruttamento avviene con il beneplacito formale ed esplicito delle autorità pubbliche. Le regioni hanno ceduto il diritto di gestione delle acque minerali a tariffe ridicolmente basse. Quel che è grave è che più dell’80% delle acque minerali sono imbottigliate in contenitori di plastica (in Pet), i cui costi di smaltimento ricadono sulle regioni che spendono di più di quanto incassino dai canoni delle concessioni di sfruttamento delle fonti.
3. L'INQUINAMENTO: a tutto questo, dobbiamo aggiungerci l’impatto ambientale. L’acqua in bottiglia, che nel 40% dei casi non è altro che semplice acqua di rubinetto con l’aggiunta di qualche sale minerale, rosicchia circa un milione e mezzo di barili di greggio ogni anno soltanto per produrre delle bottiglie di plastica che ci metteranno circa 1000 anni a biodegradarsi, quasi tutte utilizzate una sola volta. Infatti per produrre 1 chilo di Pet (polietilen-tereftalato), sono necessari poco meno di 2 chili di petrolio e 17 litri di acqua, la cui lavorazione rilascia nell'atmosfera 2,3 chili di anidride carbonica, 40 grammi di idrocarburi, 25 grammi di ossidi di zolfo e 18 grammi di monossido di carbonio. A cui poi va aggiunto l'inquinamento per il trasporto, visto che solo il 25% delle acque in bottiglia bevute in un Paese provengono dalle industrie nazionali, le altre devono varcare uno o più confini.
Abbiamo l'occasione di migliorare l'ambiente partendo dal nostro quotidiano, cosa stiamo aspettando?
Fonti:
Le tabelle certificate con i valori contenuti nelle acque potabili della nostra zona sono reperibili presso il sito del Gruppo Hera.
Altri interessanti dati sono facilemente rintracciabili su: http://www.disinformazione.it/.
venerdì 14 marzo 2008
Differenziamo per legge

Alla base del PaP c'è una direttiva europea, la 2004/35/CE sulla responsabilità ambientale in materia di prevenzione e riparazione del danno ambientale, che, in vista di questa finalità, «istituisce un quadro per la responsabilità ambientale» basato sul principio «chi inquina paga».
L’art. 205 del conseguente Dlgs 152/06 stabilisce che «deve essere assicurata una raccolta differenziata dei rifiuti urbani pari alle seguenti percentuali minime di rifiuti prodotti: almeno il 35% entro il 31 dicembre 2006; almeno il 45% entro il 31 dicembre 2008; almeno il 65% entro il 31 dicembre 2012».
In base ai dati presentati da Geovest, il comune di Argelato, nel 2006, ha differenziato il 47,2% dei rifiuti raccolti. Questo significa che tra il 2008 e il 2012 ci dovrà essere necessariamente un incremento del 17,8% pari al 3,56% annuo. I dati storici dicono che ad Argelato tra il 2003 e il 2006 si è passati dal 35,3% al 47,2% (+11,9%) con un incremento annuo del 2,98%.
Questo mostra chiaramente quanto sia necessario un cambiamento radicale nel sistema di raccolta differenziata. Il controverso PaP forse non è lo strumento più efficace dal punto di vista organizzativo, ma lo è senza dubbio come strumento di formazione del cittadino. Chi lo ha provato ha assunto una coscienza ambientale e una conoscienza della realtà che difficilmente altri sistemi di raccolta differenziata sarebbero stati in grado di dargli.
Nel caso in cui non adottassimo il PaP, quello che ci aspetta in un futuro non troppo lontano e per certi versi già presente sono discariche piene, multe della comunità europea nel caso in cui non si raggiungano le percentuali sopra indicate ed inceneritori che emettono sempre più particelle dannose nell'atmosfera che finiscono per creare tumori e altre malattie nella popolazione. Intanto nel nostro Comune si litiga sull'igiene o sul mancato spazio negli appartamenti per i bidoni come se il PaP fosse stato sperimentato per la prima volta in assoluto qui. Sono anni che in Italia e nel mondo il PaP viene utilizzato con soddisfazione dai cittadini. Credete che loro non abbiano dovuto affrontare i nostri stessi problemi? Che paese.
giovedì 6 marzo 2008
Car-Pooling
L'auto di gruppo, o concarreggio ("car-pooling" in inglese, "covoiturage" in francese), è una modalità di trasporto che consiste nella condivisione di automobili private tra un gruppo di persone, con il fine principale di ridurre i costi del trasporto. È uno degli ambiti di intervento della mobilità sostenibile. Uno o più dei soggetti coinvolti mettono a disposizione il proprio veicolo, eventualmente alternandosi nell'utilizzo, mentre gli altri contribuiscono con adeguate somme di denaro a coprire una parte delle spese sostenute dagli autisti.
Tale modalità di trasporto è diffusa in ambienti lavorativi o universitari, dove diversi soggetti, che percorrono la medesima tratta nella stessa fascia oraria, spontaneamente si accordano per viaggiare insieme. La pratica del condividere l'auto è maggiormente diffusa nei paesi del nord Europa e negli Stati Uniti dove esistono associazioni specifiche e dove la pratica è prevista anche nella segnaletica stradale, mentre trova tuttora bassissima applicazione in Italia. (fonte wikipedia)
Il Comune di Argelato, insieme ad altri 15 comuni delle provincia di Bologna ha da qualche mese aderito al progetto "C'è un posto per te", lo scopo del quale è ridurre il traffico e le emissioni inquinanti tramite un efficiente sistema di Car-Pooling. La gestione del servizio è lasciata ad un software disponibile su internet all’indirizzo www.autocondivisa.bo.it, che offre la possibilità
di mettersi in contatto con altre persone che vogliano condividere lo stesso percorso. I vantaggi offerti sono: riduzione del traffico, riduzione delle spese pro-capite (olio, carburante, parcheggio, autostrada, etc.), riduzione dell'inquinamento atmosferico e aumento della socializzazione. Cosa ne pensate?