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martedì 16 febbraio 2010

Il vergognoso grafico della disinformazione

Di seguito un interessante riflessione sulla disinformazione in Italia.



Se qualcuno avesse ancora dubbi, fategli vedere questo grafico. I dati sono stati resi noti dall'Osservatorio di Pavia, e riguardano il conteggio delle notizie di eventi criminosi apparse sui nostri telegiornali nel quinquennio 2005 - 2009.
La linea rossa mostra il numero di notizie relative agli atti criminosi, la linea blu descrive l'andamento reale dei crimini, mentre la linea gialla mostra la percezione degli stessi da parte degli italiani. Potremmo ribattezzarla: linea della paura.
La fascia evidenziata in verticale, invece, è mia. Per la precisione, identifica gli anni della XV legislatura, più comunemente nota come Governo Prodi II, in carica dal 17 maggio 2006 al 7 maggio 2008.

Ed ecco il sortilegio: durante l'ultimo governo di centro-sinistra il numero di reati ha subito una flessione, ma la percezione di insicurezza è aumentata di una quindicina di punti, fino a superare il 53%. Lo spettacolo di illusionismo è stato magistralmente messo in scena dai media televisivi, che hanno trasformato il normale tran-tran dell'ordinaria delinquenza in un film horror degno delle migliori sceneggiature.

Poi, come per magia, con l'apparizione del Governo Berlusconi IV - tolto un lieve, marginale incremento dovuto alla necessità di approvare il pacchetto sicurezza - le notizie relative ai piccoli reati sono state sostanzialmente dimenticate da Riotta, Minzolini e soci.

Ecco dunque in soldoni - espresso in grafici e tabelle per i più duri di comprendonio - come ti strumentalizzo l'opinione pubblica per influenzare il consenso politico e legittimare o delegittimare questo o quello.
Del resto, qui da noi i delinquenti sono un facile spauracchio, disponibile alla bisogna, con il quale tenere per le palle nonni, impiegati e casalinghe di Voghera. L'equivalente mediatico del bau-bau, insomma. Altrimenti non si spiegherebbe come mai, rispetto ai maggiori telegiornali dei nostri cugini europei, dedichiamo oltre il doppio del tempo a furti, rapine, risse ed altre simpatiche bazzecole, quisquilie e pinzellacchere.




I nostri giornalisti dipendenti di RaiUno sprecano il 64% del canone Rai a informarci circa gli sviluppi del giallo di Via Poma e circa i pedali della bicicletta di Alberto Stasi, contro il 28% del principale telegiornale della televisione spagnola, il 18% di quello francese, il 14% di quello inglese e l'infinitesimale 3% del telegiornale tedesco. Evidentemente al di là delle Alpi l'informazione ha altro a cui pensare.

Questi sono fatti, non pugnette!


Fonte Byoblu

martedì 26 gennaio 2010

La Pecora 2.0

Vi riporto un interessante articolo di Claudio Messora, buona lettura.

Siamo un popolo di creduloni. Crediamo, senza sapere esattamente in cosa. Diciamo di essere cristiani, ma non abbiamo mai letto La Bibbia. Diciamo di essere italiani, ma non abbiamo mai letto la Costituzione. E poichè non possiamo dimenticare ciò che non abbiamo mai imparato, ci sentiamo in pace con noi stessi. La pace dei sensi, il sonno della ragione, il trionfo del gregge.

Perché un gregge possa prosperare servono quattro cose: un ovile, verdi pascoli, qualche cane pastore e un pecoraro. Gli ovili non mancano: fetidi catasti di immondizia brulicanti di un operoso andirivieni, nei quali veniamo ammucchiati per la notte, stretti stretti per non sentire freddo. Le chiamiamo città, case, aree metropolitane, e sono ricoperte di antenne, e sono percorse da milioni di microscopici cunicoli, tortuosi tracciati dove riversiamo la nostra fretta di arrivare, seguendo un itinerario apparentemente casuale, stampato nella circuiteria di silicio che governa i bisogni, le aspirazioni e il libero aribitrio di ognuno di noi, in un immenso crocevia di scambi che si attivano come cilindretti metallici nei buchi delle schede perforate.

Pascoliamo nella società dei consumi come le orde di cavallette calano sulle piantagioni. Divoriamo pappe confezionate in ciotole monodose, disposte sugli scaffali dei supermercati. Assumiamo il mondo in comode somministrazioni multisensoriali che emulano i colori di un tramonto, il furore della tormenta, il dolore della tragedia, la passione dell'estro amoroso. Per scoprire, non è più necessario viaggiare. Bastano un telecomando e National Geographic channel. Per soddisfare i bisogni essenziali non è più necessario cercarsi un partner e neppure avere fantasia: bastano una carta di credito e uno schermo LCD. La vita è pericolosa, piena di imprevisti: meglio emularla, distesi su una poltrona acquistata a rate correndo il solo rischio di ingrassare. Eventualmente, poi, si può sempre simulare una passeggiata all'aria aperta, una nuotata, un'arrampicata su un albero mediante appositi tapis roulant dotati di programmi efficaci e moderni, studiati per ricreare le difficoltà di qualsiasi ambiente, da superarsi comodamente allineati in righe ordinate, come batterie di polli, respirando un'atmosfera mefitica, satura di odori corporei che i filtri dei climatizzatori miscelano con le spore delle muffe e le esalazioni dello sterco dei topi, solo parzialmente mitigate dalle essenze profumate che richiamano la sensazione del muschio selvaggio o della lavanda, un particolare tipo di pianta che cresce negli armadi.

I cani pastore sono tanti, cammuffati da amici, mimetizzati nel gregge. Si fingono al servizio del cittadino, sono dalla tua parte, controllano che tu non abbia a farti male, in fondo è per il tuo bene, che tu non ti allontani troppo, potresti perderti, che tu mangi il contenuto della ciotola e soprattutto che tu ti beva tutto, di modo che il branco resti mansueto e docile, e non opponga resistenza alla tosatura stagionale. I cani pastore abbaiano, latrano, ringhiano, talvolta persino giocano e si rincorrono in mezzo a noi. Ma la sera, dopo che anche l'ultima pecorella è rientrata all'ovile, i cani pastore corrono tutti a scodinzolare sotto alla tavola del pecoraro, che lancia loro avanzi di prelibate libagioni, ossa di faraona non ancora del tutto spolpate, dolci morsicati e lasciati nel piatto, perfino un goccio di vino, elargito con altezzosa alterigia come un sommelier fingerebbe di descrivere l'eccellente e sublime retrogusto di un vino tra i più raffinati e pregevoli. Nulla di tutto questo è noto nell'ovile, che di giorno conosce solo l'artificioso, spossante e frenetico brulicare della vita nei pascoli, di notte è rinchiuso dentro spesse mura ricoperte da cristalli liquidi che rimandano un'immagine assopita e quieta del mondo circostante, cosicché appare allo sprovveduto ovino che i cani pastori, sue guide amichevoli e fidate, riposino appena fuori dai cancelli, nell'estenuante avvicendarsi dei turni di guardia istituiti a protezione di pericoli inesistenti, giacché sono proprio loro, ossia gli stessi nemici, ad avere il controllo dell'istituto carcerario, furbescamente contrabbandato come un generoso e gratuito servizio di sicurezza a tutela dell'incolumità del gregge.

Se sapessero, le pecore, che la forza dei leoni è tutta nella pavidità e nell'incoscienza dei bovini, e che nessun predatore avrà mai la meglio su un branco di bufali coeso, consapevole e compatto... Se sapessero, le timide e ingenue pecorelle, che fuori dall'ovile non c'è niente, proprio niente, se non uno sparuto gruppetto di quadrupedi che fanno affidamento sull'inerzia, sull'incoscienza e sulla disinformazione del gregge per continuare a mantenere inalterato nel tempo il loro regime di privilegi...

Se sapesse, il pecoraro, che un pecora diversa dalle altre, una pecora nuova, la pecora 2.0, ha scavato un tunnel al di sotto delle mura dell'ovile, e già da alcune notti compie lunghe ricognizioni nella quiete nottura delle campagne circostanti, e lungi dall'imbattersi in pericoli mortali sta scoprendo viceversa il tranello, il trucco, la menzogna di cui il pecoraro e i cani pastori fanno sistematicamente uso per attrarre a sé il consenso dell'ovile... Se sapesse che nuove pecore 2.0, avvisate dalla prima, stanno scavano altrettanti cunicoli di collegamento, e che presto l'ovile sarà una struttura aperta, trasparente, che le pecore si renderanno conto dell'inganno e si presentaranno a chiederne conto, saltando senza alcun pudore sulle tavole imbandite, calpestando senza timore o deferenza alcuna i tappeti persiani intarsiati di filamenti d'oro, legando alla catena i cani pastore nell'attesa di decidere del loro destino e rivendicando i migliori anni della propria vita, quelli che gli sono stati sottratti, sfilati con destrezza e opportunismo, approfittando della loro buona fede, mistificando ogni accadimento, ogni spiegazione, ogni consiglio, ogni singola emozione per piegarli alla retorica della falsificazione storica e scientifica....

Se tutte queste cose si sapessero, questa sarebbe una vera società dell'informazione, quella che stiamo cercando di costruire.


fonte Byoblu

lunedì 4 maggio 2009

Febbre suina

Riporto un breve articolo di Marco Travaglio che mi costringe ad interrogarmi sul come sia possibile che ci sia ancora qualcuno che si fida di Mr. B., un personaggio definito dalla sua stessa moglie un frequetatore di minorenni e un malato.

Segnatevi queste due frasi: “Non posso stare con un uomo che frequenta le minorenni… perché la ragazza minorenne la conosceva prima che compisse 18 anni: magari fosse sua figlia…”. “Ho cercato di aiutare mio marito, ho implorato coloro che gli stanno accanto di fare altrettanto, come si farebbe con una persona che non sta bene. E’ stato tutto inutile”. Le ha pronunciate la moglie, da ieri ex, del nostro presidente del Consiglio, e le hanno raccolte la Repubblica e La Stampa. Memorizzatele perché non le sentirete mai citare in nessun tg o programma delle tv di regime. Lasciamo perdere quelle della ditta, dove chi dovrebbe informare è stipendiato dal tizio che va con le minorenni e non sta bene.
Vediamo il “servizio pubblico”: i tg dell’ora di pranzo, i primi in onda dopo lo scoop dei due quotidiani. Tg2 (sempre così prodigo di gossip,anche sull’ultima starlette): 5 secondi da studio, meno che per il divorzio di Mel Gibson. Tg1: 15 secondi da studio, affidati all’affranta Susanna Petruni, che occulta le frasi-bomba di Veronica e riesce persino a chiudere con una vecchia frase del premier (ieri insolitamente taciturno): “La signora si è fatta ingannare dai giornali della sinistra”. Tg3: breve servizio di 50 secondi, nemmeno un cenno alle minorenni e all’uomo malato, ordinaria amministrazione e chiusura con l’avvocato Ghedini (tornato sulla breccia dopo mesi di quarantena, causa lodo Alfano) che suona il silenzio su “un fatto privato”. Ma il fatto privato è il divorzio, così come le eventuali scappatelle dell’attempato Cavaliere di Hardcore, nonno settantatreenne di tre (prossimamente quattro) nipotini. Sono invece fatti pubblici, pubblicissimi, le dichiarazioni della persona che conosce meglio di tutti il nostro premier, e che lo definisce “uomo che frequenta le minorenni” e lo paragona a “una persona che non sta bene”. Febbre suina, par di capire.
Ora, immaginiamo le stesse frasi in bocca alla signora Obama, o Zapatero, o Brown, e i commenti delle tv e dei giornali di tutto il mondo. Non nel gossip: nelle pagine politiche. Non per nulla l’Italia è di nuovo “semilibera” nella classifica di Freedom House. Quel che accadrà nelle prossime settimane è prevedibilissimo. I siti del Pdl e i fogli d’ordini del regime han già servito l’antipasto: “Il Giornale” con un attacco alzo zero alla “First Lady in sonno” che “danneggia il premier e il governo” diventando “nemica della maggioranza degl’italiani”; “Libero” (una testata, un ossimoro) con tre foto di Veronica giovane a seno nudo. Prossimamente su questi schermi, qualche vecchio filmino osè, magari allegato a uno degli house organ del Sultano. Insomma la massacreranno, com’è accaduto in questi 15 anni a chiunque si sia messo di traverso sulla strada del padrone d’Italia: dai pm di Mani Pulite alla Ariosto, da Montanelli a Biagi, da Santoro a Luttazzi, a tutti gli altri epurati. I servi e i killer stanno già oliando le mitragliatrici.

Marco Travaglio


fonte voglioscendere

giovedì 11 settembre 2008

You have the power. Save energy.

Dall'Australia parte questa nuova campagna di sensibilizzazione per limitare le emissioni di CO2 prodotte quotidianamente dalle più comuni attività domestiche.



mercoledì 30 aprile 2008

V2-Day: la raccolta firme continua

Dal blog di Grillo giungono confortanti notizie sul superamento delle 500.000 firme necessarie per l'approvazione dei 3 referendum, ma contestualmente arriva l'invito a non fermare la raccolta per raggiungere un buon margine di vantaggio nel caso in cui alcune firme vengano contestate. Chiunque volesse contribuire con una semplice quanto fondamentale firma, può farlo durante tutto il mese di maggio presso gli uffici del comune di Bologna, oppure presso i banchetti:

  • sabato 3 maggio: Piazza del Nettuno, dalle ore 14 alle ore 19
  • domenica 4 maggio: dalle ore 0 alle ore 0
  • sabato 10 maggio: Vicolo Bolognetti, dalle ore 15 alle ore 23


Qual'ora ce ne fosse bisogno, ricordiamo ancora una volta per che cosa si firma:

Il primo referendum. L’abolizione dell’ordine dei giornalisti creato da Mussolini nel 1925 per controllare la stampa.L’informazione deve essere libera. L’ordine dei giornalisti limita la libertà di informazione. Chiunque deve poter scrivere senza vincoli se non quelli previsti dalla legge. L’accesso alla professione di giornalista deve essere libero da vincoli burocratici e corporativi.
Luigi Einaudi : “L’albo obbligatorio è immorale, perché tende a porre un limite a quel che limiti non ha e non deve avere, alla libera espressione del pensiero. Ammettere il principio dell’albo obbligatorio sarebbe un risuscitare i peggiori istituti delle caste e delle corporazioni chiuse, prone ai voleri dei tiranni e nemiche acerrime dei giovani, dei ribelli, dei non-conformisti”.
Mario Berlinguer, il padre di Enrico: “Io sono contrario al requisito di qualsiasi titolo di studio per la professione di giornalista, perché considero questo come una discriminazione assurda, una discriminazione di classe, contraria alla libertà di stampa e alla libera espressione delle proprie opinioni".

Il secondo referendum. L’abolizione di un miliardo di euro all’anno di finanziamento pubblico all’editoria. Ferrara, Polito, Feltri, Padellaro non esisterebbero senza le vostre tasse. Loro non vendono i giornali: li stampano. Più ne stampano più prendono contributi. Stiamo disboscando l’Amazzonia per stampare milioni di copie di giornali invenduti. Abbiamo giornalisti che prendono ordini dai Partiti, che non danno alcuna importanza alla verità, al lettore. Dalla fine della seconda guerra mondiale il numero di copie di quotidiani in Italia è rimasto lo stesso, ma ci sono dieci milioni di italiani in più. Le nostre tasse finanziano persino Il Corriere della Sera e Il Sole 24 ore quotati in Borsa. I presunti campioni del liberismo che fanno tutti i giorni le pulci alla Casta.

Il terzo referendum. La Corte europea di Giustizia ha condannato il regime italiano di assegnazione delle frequenze televisive. La legge della fattucchiera Gasparri è contraria alle normative europee. L’Europa, dopo le sentenze del Consiglio di Stato e della Corte Costituzionale ha ordinato all’Italia che le frequenze televisive pubbliche di Rete 4 devono essere assegnate a Europa 7. Se non verrà applicata la sentenza europea pagheremo 300.000 euro al giorno dal primo gennaio 2006. A fine 2008 fanno 330 milioni di euro. Più del prestito ponte all’Alitalia. Fede ci costa 300.000 euro al giorno di tasse. L’ultimo Consiglio dei ministri di Prodi, D’Alema e Rutelli doveva applicare le direttive europee. Le ha applicate TUTTE, tranne quella su Rete 4. La Bonino, Madre Teresa di Confindustria, ha detto che la misura non è urgente. Chi paga? Lei? Non è urgente per chi? Per la disinformazione? Per Testa d’Asfalto?
Le concessioni per trasmettere i segnali radiotelevisivi sono nostre, sono dello Stato. Tre su quattro sono state date a un solo soggetto privato. Per questo l’Europa ci condanna. Dov’è il libero mercato? Lo psiconano è diventato ricco grazie alla pubblicità che può raccogliere in modo esclusivo grazie alle concessioni statali.
Non si è mai visto uno Stato in cui chi controlla metà dell’informazione possa candidarsi a presidente del Consiglio. Negli Stati Uniti Obama che possiede la CNN, l’ABC e la FOX non potrebbe candidarsi. Non potrebbe neppure esistere. Per qualunque democrazia è inconcepibile. E nessuno di questi direttori di giornali e di televisioni che lo gridi alto e forte. Servi ben pagati.
La RAI non può avere un consiglio di amministrazione e giornalisti nominati dai Partiti. La RAI deve rispondere ai cittadini, deve essere indipendente come la BBC in Inghilterra. Un solo canale senza pubblicità pagato con il canone. Altrimenti, questa RAI di propaganda se la paghino i partiti. I politici l’hanno prima occupata e poi infestata con la loro presenza. Non ne possiamo più del loro vuoto, della loro incompetenza. Le frequenze radiotelevisive azionali vanno distribuite a diversi soggetti. Nessun privato cittadino deve possedere la maggioranza anche di una sola televisione nazionale.

(fonte beppegrillo.it)

lunedì 28 aprile 2008

V2 Day - 25 Aprile

Il 25 Aprile, in Italia, si festeggia come ogni anno la liberazione dal nazi-fascismo. In concomitanza con questo evento, a cui va tutto il nostro rispetto e gratitudine, quest'anno ha avuto luogo il V2-Day. In 500 piazze italiane ed estere sono state raccole 1.300.000 firme per liberare l'informazione dal bavaglio della politica, delle banche e delle industrie. Qui Argelato Libera era in piazza Verdi a Bologna per firmare e testimoniare la necessità di cambiamento che c'è in Italia. Nonostante i TG abbiamo oscurato e infangato per settimane questa imponente manifestazione di democrazia, siamo riusciti ancora una volta a fare sentire la nostra voce. Grazie a tutti quelli che hanno creduto in questa impresa e hanno dedicato parte del loro tempo per realizzarla.
Le cose possono cambiare partendo dai nostri piccoli gesti quotidiani. Il sistema combatte ogni giorno per negarci questa presa di coscienza, inculcandoci l'insana idea dell'impotenza e dell'inutilità del singolo. Così facendo ci nega ciò per cui i nostri nonni hanno lottato e per cui il 25 aprile viene festeggiato: la libertà. L'informazione è alla base della libertà. Grillo ha ribadito questo concetto da Piazza San Carlo (Torino) davanti a 120.000 persone, ricordandoci come le più grandi rivoluzioni siano partite dai piccoli gesti di persone comuni come Rosa Parks, signora nera di mezza età, che l'1 dicembre del 1955, salendo su un autobus di linea si mise a sedere nei posti riservati ai bianchi e rifiutò di alzarsi nonostante le pressioni dei passeggeri e dell'autista dando vita al più grande movimento per i diritti civili degli Stati Uniti d'America.