Il 25 gennaio 2009 nel Comune di Argelato si terranno le Primarie per la scelta del candidato Sindaco del Partito Democratico alle prossime elezioni amministrative.
Questi i tre candidati:
Alberto Testi, nato a Finale Emilia nel 1951, residente a Funo, lavora come tecnico presso il Comune di Bologna. Già coordinatore comunale del PD di Argelato, è stato Assessore all'urbanistica e lavori pubblici del Comune di Argelato dal 1985 al 1990 e capogruppo di maggioranza consiliare presso lo stesso comune dal 1995 al 1999.
Andrea Tolomelli, nato a Bologna nel 1974, è laureato in Ingegneria elettronica e in Matematica. Oggi, come libero professionista, si occupa dello sviluppo di programmi gestionali per aziende ed insegna informatica per alcuni enti di formazione. Da gennaio 2008 è segretario del Circolo PD di Argelato capoluogo.
Luigi Pasquali, nato ad Argelato, dove risiede, nel 1958. Attuale Sindaco del Comune di Argelato, è stato segretario territoriale della Federazione Agro-alimentare della CGIL di Bologna dal 1976 al 2000, ha poi operato nella struttura confederale della CGIL di Bologna e nella segreteria della Camera del Lavoro Metropolitana.
Avremo l'occasione di conoscere meglio i tre candidati in due incontri pubblici:
GIOVEDI' 15 GENNAIO alle ore 21:00 presso il Teatro Comunale di Argelato MARTEDI 20 GENNAIO alle ore 21:00 presso il Centro Civico di Funo
Noi ci saremo per raccontarvi come sono andate le cose, ma data l'importanza dell'evento contiamo sulla vostra partecipazione.
Tanti augudi di buon Natale e felice anno nuovo a tutti i lettori di Qui Argelato Libera, perchè possiate trovare in questo periodo di festa la giusta serenità per affrontare nel migliore dei modi il 2009.
Cominciano a crescere anche dalle nostre parti i distributori di latte crudo e di conseguenza comincia a crescere la paura dei grossi distributori di perdere clienti. L'unica soluzione è terrorizzare l'opinione pubblica con comunicati stampa e video sulle reti nazionali. Informatevi e scoprite il loro gioco. Il latte crudo è più sano, nutriente, meno inquinante e più economico, il resto è menzogna. Cambiate le vostre abitudini per cambiare il mondo. Qui trovate una mappa dei distributori di latte crudo nella nostra provincia: http://www.milkmaps.com
Di seguito riporto un articolo tratto dal blog di Grillo:
Quando si toccano gli interessi economici dei grandi gruppi, da Benetton a Impregilo alla Granarolo, i partiti accorrono subito in aiuto. E' un interesse di scambio. Il voto di scambio è ormai superato, si eleggono da soli. Per questo le leggi servono solo a tutelare le lobby. I politici fanno le leggi per i loro lord protettori. I lord protettori concedono graziosamente ai politici di servirli. Se un cittadino è una testa calda e fa la raccolta differenziata, si dota di pannelli solari o, estrema bestemmia, beve latte crudo della mucca sotto casa, è un sovversivo. L'informazione è dalla loro parte, ma la verità è dalla nostra. Chi beve latte crudo campa cent'anni e risparmia almeno un terzo. Ogni Comune un distributore automatico di latte. Se lo volete, succederà. "Caro Beppe, dopo gli incentivi alle energie rinnovabili, ci vogliono togliere anche il latte crudo.Il latte alla spina, quello da rivendita in distributore self service, dove si riempie la bottiglia più volte. Lo stesso per cui dal 6 all' 8 dicembre, Telethon ha fatto partire una corsa di solidarietà con il Consorzio Tutela Latte Crudo e la Regione Lombardia: ogni due litri di latte venduti, il terzo è donato alla ricerca sulle malattie genetiche. Nonostante questa importante iniziativa, la situazione è grave: in una parola, disinformazione. In questi giorni, su reti televisive e testate giornalistiche nazionali, alcuni articoli e servizi stanno procurando forte discredito verso questo alimento, danneggiando allevatori e produttori. Frasi del tipo "Latte alla spina, allarme batteri" o "Latte crudo - È necessario bollirlo", o ancora "Il Ministero ipotizza uno stop delle vendite", si sprecano. Nove casi di sindrome emolitico uremica indotta da Escherichia Coli O 157, presi a pretesto per diffondere l'idea della diretta implicazione del consumo di latte crudo non pastorizzato, hann fatto partire un tam tam mediatico utile a generare clamore, insicurezza e disaffezione: le condizioni ideali per un intervento legislativo all'insegna delle più ingiuste restrizioni. Il Meetup "Amici di Beppe Grillo di Brescia" ha raccolto alcune dichiarazioni del Dr. Fausto Cavalli, agronomo zootecnico, coordinatore di Bevilatte Srl, Agenzia di Servizi per l'Agricoltura. La sua esperienza ci dimostra come questi clamorosi casi siano falsi, poiché nulla è mai stato dimostrato (nel 2008, le analisi disposte dall'Autorità Sanitaria hanno riscontrato la totale assenza dell'Escherichia Coli O 157 in tutti i 1.423 campioni analizzati), ed anzi i produttori coinvolti proseguono a vendere regolarmente il loro latte, magari dopo aver denunciato a suo tempo alcuni funzionari ASL che li costringevano a tenere chiusi i distributori. Ci siamo chiesti il perché di questa insistente campagna denigratoria. Il fenomeno del latte crudo alla spina parte proprio dalla nostra città, Brescia, ed è arrivato a a 1.000 distributori sul territorio nazionale (405 in Lombardia). Ognuno vende circa 100 litri di latte al giorno, per 365 giorni all'anno. Un litro di latte alla spina costa circa 1 euro, ovvero 50 centesimi meno del latte pastorizzato fresco da supermercato (fonte: www.clal.it). 18 milioni di euro che in un anno scompaiono dalle tasche delle grandi distribuzioni e multinazionali lattaie, a beneficio di noi cittadini che paghiamo meno e beviamo tutta salute, riscoprendo il rapporto diretto con l'agricoltura. Perché bevo latte crudo, dalla lettera del Dr. Cavalli. "La situazione inerente il latte crudo è piuttosto grave: insistenti passaggi sulle Reti e Testate nazionali stanno procurando forte discredito verso questo interessante alimento e contro gli stessi allevatori produttori.Sostanzialmente la tesi enunciata cerca di dimostrare che l’assunzione di latte crudo,senza la preventiva pastorizzazione, sia assolutamente pericoloso per la salute ... si vorrebbe imposto l’obbligo di previa bollitura del latte crudo. La questione è che il latte crudo è proposto da anni da consumarsi, appunto, crudo ... perché, così come risulta da numerosi studi, solo in queste condizioni si può beneficiare di alcune interessanti proprietà nutrizionali e nutraceutiche..." Leggi la lettera completa. Noi continueremo ad acquistare il latte crudo alla spina, e a rifornirci nei distributori in città. In sua difesa firmeremo la petizione al Ministro delle Politiche Agricole Zaia e al sottosegretario Martini, promossa dal Consorzio Tutela Latte Crudo contro la chiusura preventiva dei distributori di latte crudo. Speriamo ci perdonerai, se questa volta rinunciamo alla tua formula: le fragole sono mature. Oggi preferiamo: la mucca è stata munta. Loro non molleranno mai, noi neppure." Gruppo Meetup Amici di Beppe Grillo di Brescia
Riporto un interessante appello di Massimo Fini e Marco Travaglio uscito ieri sul blog voglioscendere:
Con l’annuncio di Silvio Berlusconi di voler cambiare la Costituzione a colpi di maggioranza si è giunti al culmine di un’escalation, iniziata tre lustri fa, che porta dritto e di filato a una dittatura di un solo uomo che farebbe invidia a un generale birmano.
Da un punto di vista formale la cosa è legittima. La nostra Carta prevede, all’articolo 138, i meccanismi per modificare le norme costituzionali. Ma farlo a colpi di maggioranza lede i fondamenti stessi della liberal-democrazia che è un sistema nato per tutelare innanzitutto le minoranze (la maggioranza si tutela già da sola) e che, come ricordava Stuart Mill, uno dei padri nobili di questo sistema, deve porre dei limiti al consenso popolare. Altrimenti col potere assoluto del consenso popolare si potrebbe decidere, legittimamente dal punto di vista formale, che tutti quelli che si chiamano Bianchi vanno fucilati. Ma la Costituzione non ha abolito la pena di morte? Che importa? Si cambia la Costituzione. Col consenso popolare. Elementare Watson. Senza contare che a noi la Costituzione del 1948 va bene così, e non si vede un solo motivo per stravolgerla (altra cosa è qualche ritocco sporadico per aggiornarla).
Com’è possibile che in una democrazia si sia giunti a questo punto? Non fermando Berlusconi sul bagnasciuga, permettendogli, passo dopo passo, illiberalità e illegalità sempre più gravi. Prima il duopolio Rai-Fininvest (poi Mediaset) che è il contrario di un assetto liberal-liberista perché ammazza la concorrenza e in un settore, quello dei media televisivi, che è uno dei gangli vitali di ogni moderna liberaldemocrazia. Poi un colossale conflitto di interessi che si espande dal comparto televisivo a quello editoriale, immobiliare, finanziario, assicurativo e arriva fino al calcio. Quindi le leggi “ad personas”, per salvare gli amici dalle inchieste giudiziarie, “ad personam” per salvare se stesso, il “lodo Alfano”, che ledono un altro dei capisaldi della liberaldemocrazia: l’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge. Infine una capillare, costante e devastante campagna di delegittimazione della Magistratura non solo per metterle la mordacchia (che è uno degli obbiettivi, ma non l’unico e nemmeno il principale della cosiddetta riforma costituzionale), ma per instaurare un regime a doppio diritto: impunità sostanziale per “lorsignori”, “tolleranza zero”, senza garanzia alcuna, per i reati di strada, che sono quelli commessi dai poveracci. Presidente del Consiglio, padrone assoluto del Parlamento e di quei fantocci che sono i presidenti delle due Camere, padrone assoluto del centro-destra, se si eccettua, forse, la Lega, padrone di tre quarti del sistema televisivo, con un Capo dello Stato che assomiglia molto a un Re travicello, Silvio Berlusconi è ormai il padrone assoluto del Paese e si sente, ed è, autorizzato a tutto. Recentemente ha avuto la protervia di accusare le reti televisive nazionali, che pur controlla nella stragrande maggioranza (ieri, in presenza del suo inquietante annuncio, si sono occupate soprattutto della neve), di “insultarlo”, di “denigrarlo”, di essere “disfattiste” (bruttissima parola di fascistica memoria), di parlare troppo della crisi economica e quasi quasi di esserne la causa (mentre lui, il genio dell’economia, non si era accorto, nemmeno dopo il crollo dei “subprime” americani, dell’enorme bolla speculativa in circolazione). Poi, non contento, ha intimidito i direttori della Stampa e del Corriere (il quale ultimo peraltro se lo merita perché ha quasi sempre avvallato, con troppi silenzi e qualche adesione, tutte le illegalità del berlusconismo) affermando che devono “cambiare mestiere”. Questa escalation berlusconiana ci spiega la genesi del fascismo. Che si affermò non in forza dei fascisti ma per l’opportunismo, la viltà, la complicità (o semplicemente per non aver capito quanto stava succedendo) di tutti coloro che, senza essere fascisti, si adeguarono. Ma sarebbe ingeneroso paragonare il berlusconismo al fascismo. Ingeneroso per il fascismo. Che aveva perlomeno in testa un’idea, per quanto tragica, di Stato e di Nazione. Mentre nella testa di Berlusconi c’è solo il suo comico e tragico superego, frammisto ai suoi loschi interessi di bottega. Una democrazia che non rispetta i suoi presupposti non è più una democrazia. Una democrazia che non rispetta le sue regole fondamentali non può essere rispettata. A questo punto, perché mai un cittadino comune dovrebbe rispettarla, anziché mettersi “alla pari” col Presidente del Consiglio? “A brigante, brigante e mezzo” diceva Sandro Pertini quando lottava contro il totalitarismo. O per finirla in modo più colto: “Se tutto è assurdo”, grida Ivan Karamazov “tutto è permesso”.
A mente fredda ho voluto ragionare sulle cause che hanno portato alla vittoria del SI al referendum sul Porta a Porta di domenica 23 Novembre. Di grande aiuto sono state le discussioni sui forum del Comune in cui sono cresciuti bollenti dibattiti tra vincitori e vinti già dal lunedì successivo agli scrutini. Dalle testimonianze raccolte si evince che il SI ha vinto per tre ragioni principali: 1. i cittadini che non hanno ritirato i bidoni si sono visti recapitare una bolletta decisamente più elevata di quelli che hanno aderito al PaP e hanno probabilmente visto nel SI la possibilità di un rimborso; 2. si è voluto mandare un segnale forte e chiaro all'amministrazione e soprattutto al Sindaco: "se non si è capaci di ascoltare il cittadino, è giusto cambiare"; 3.differenziare seriamente è troppo faticoso, meglio lasciare il cittadino libero di decidere se farlo.
Ritengo che la mossa più sbagliata dall'amministrazione o almeno quella più controproducente in termini di voti, sia stata quella di utilizzare una doppia tariffa. Questo ha fatto crescere il malessere popolare proprio nel momento in cui era più giusto intensificare il dialogo tra le parti. Alle opposizioni non è bastato altro che sfruttare politicamente questo sentimento, convogliandolo contro un Sindaco forte di una schiacciante maggioranza alle elezione che probabilmente l'ha reso cieco ai problemi delle minoranze, anche a quelle più combattive ed organizzate. In conclusione ritengo sia stato abrogato un ottimo servizio di raccolta differenziata (se non il migliore) per questioni che con i rifiuti hanno poco a che fare ed entrano essenzialmente nell'area politica. Il referendum andava probabilmente riformulato: "desideri abrogare il mandato del Sindaco?", peccato che il risultato ottenuto sia stato un altro.
Allego un interessante articolo del Domani, che sta girando in questi giorni (clicca qui).
Il risultato non lascia spazio a dubbi: vince il partito del SI e il porta a porta viene abrogato. Ora resta da vedere cosa deciderà la giunta per rispettare le direttive della Comunità Europea in termini di reciclaggio, compatibilmente con le proposte di ApA.
Di seguito i risultati pubblicati sul sito del comune: Numero votanti: 4.374 (57,51%) SI: 2.627 (60,22%) NO: 1.735 (39,78%)
Mentre nel nostro comune si litiga sul sistema migliore di raccolta dei rifiuti, nel resto del mondo si parla di "zero waste" (rifiuti zero). QuiArgelatoLibera vi da qualche consiglio ecologico per migliorare il pianeta risparmiando (che non fa mai male di questi tempi):
DETERSIVO PER LAVASTOVIGLIE: oggi è possibile farsi in casa in pochi minuti un detersivo per lavastoviglie dal costo contenuto e assolutamente naturale. Ingredienti: 200 gr sale grosso, 100 gr aceto bianco, 400 gr acqua, 3 limoni con buccia tagliati a pezzetti. Preparazione: mettere i limoni e il sale nel frullatore e tritare per 20 secondi. Mettere sul fuoco e aggiungere l'acqua e l'aceto, far bollire per circa 15 minuti sbattendo con una frusta. Dosi: due cucchiai nella vaschetta della lavastoviglie o quanto basta sulla spugna per lavaggi a mano. Per piatti particolarmente sporchi e untuosi nell'acqua per lavare i piatti o nella lavastoviglia si può mettere anche mezzo limone. Il brillantante lo si puo' sostituire con l'aceto e il sale per lavastoviglie con sale grosso da cucina. DETERSIVO PER LAVATRICI: in commercio si trovano prodotti come la biowashball in grado di lavare il bucato senza l'utilizzo di alcun tipo di detersivo. Purtroppo in Italia sono difficili da reperire, ma si possono comprare sul web e con una quarantina di euro garantiscono 3 anni di lavaggi e un notevole risparmio di denaro.
Provare per credere, il risultato è garantito da migliaia di utenti sul web.