Vi riporto un interessante articolo di Claudio Messora, buona lettura.
Siamo un popolo di creduloni. Crediamo, senza sapere esattamente in cosa. Diciamo di essere cristiani, ma non abbiamo mai letto La Bibbia. Diciamo di essere italiani, ma non abbiamo mai letto la Costituzione. E poichè non possiamo dimenticare ciò che non abbiamo mai imparato, ci sentiamo in pace con noi stessi. La pace dei sensi, il sonno della ragione, il trionfo del gregge.
Perché un gregge possa prosperare servono quattro cose: un ovile, verdi pascoli, qualche cane pastore e un pecoraro. Gli ovili non mancano: fetidi catasti di immondizia brulicanti di un operoso andirivieni, nei quali veniamo ammucchiati per la notte, stretti stretti per non sentire freddo. Le chiamiamo città, case, aree metropolitane, e sono ricoperte di antenne, e sono percorse da milioni di microscopici cunicoli, tortuosi tracciati dove riversiamo la nostra fretta di arrivare, seguendo un itinerario apparentemente casuale, stampato nella circuiteria di silicio che governa i bisogni, le aspirazioni e il libero aribitrio di ognuno di noi, in un immenso crocevia di scambi che si attivano come cilindretti metallici nei buchi delle schede perforate.
Pascoliamo nella società dei consumi come le orde di cavallette calano sulle piantagioni. Divoriamo pappe confezionate in ciotole monodose, disposte sugli scaffali dei supermercati. Assumiamo il mondo in comode somministrazioni multisensoriali che emulano i colori di un tramonto, il furore della tormenta, il dolore della tragedia, la passione dell'estro amoroso. Per scoprire, non è più necessario viaggiare. Bastano un telecomando e National Geographic channel. Per soddisfare i bisogni essenziali non è più necessario cercarsi un partner e neppure avere fantasia: bastano una carta di credito e uno schermo LCD. La vita è pericolosa, piena di imprevisti: meglio emularla, distesi su una poltrona acquistata a rate correndo il solo rischio di ingrassare. Eventualmente, poi, si può sempre simulare una passeggiata all'aria aperta, una nuotata, un'arrampicata su un albero mediante appositi tapis roulant dotati di programmi efficaci e moderni, studiati per ricreare le difficoltà di qualsiasi ambiente, da superarsi comodamente allineati in righe ordinate, come batterie di polli, respirando un'atmosfera mefitica, satura di odori corporei che i filtri dei climatizzatori miscelano con le spore delle muffe e le esalazioni dello sterco dei topi, solo parzialmente mitigate dalle essenze profumate che richiamano la sensazione del muschio selvaggio o della lavanda, un particolare tipo di pianta che cresce negli armadi.
I cani pastore sono tanti, cammuffati da amici, mimetizzati nel gregge. Si fingono al servizio del cittadino, sono dalla tua parte, controllano che tu non abbia a farti male, in fondo è per il tuo bene, che tu non ti allontani troppo, potresti perderti, che tu mangi il contenuto della ciotola e soprattutto che tu ti beva tutto, di modo che il branco resti mansueto e docile, e non opponga resistenza alla tosatura stagionale. I cani pastore abbaiano, latrano, ringhiano, talvolta persino giocano e si rincorrono in mezzo a noi. Ma la sera, dopo che anche l'ultima pecorella è rientrata all'ovile, i cani pastore corrono tutti a scodinzolare sotto alla tavola del pecoraro, che lancia loro avanzi di prelibate libagioni, ossa di faraona non ancora del tutto spolpate, dolci morsicati e lasciati nel piatto, perfino un goccio di vino, elargito con altezzosa alterigia come un sommelier fingerebbe di descrivere l'eccellente e sublime retrogusto di un vino tra i più raffinati e pregevoli. Nulla di tutto questo è noto nell'ovile, che di giorno conosce solo l'artificioso, spossante e frenetico brulicare della vita nei pascoli, di notte è rinchiuso dentro spesse mura ricoperte da cristalli liquidi che rimandano un'immagine assopita e quieta del mondo circostante, cosicché appare allo sprovveduto ovino che i cani pastori, sue guide amichevoli e fidate, riposino appena fuori dai cancelli, nell'estenuante avvicendarsi dei turni di guardia istituiti a protezione di pericoli inesistenti, giacché sono proprio loro, ossia gli stessi nemici, ad avere il controllo dell'istituto carcerario, furbescamente contrabbandato come un generoso e gratuito servizio di sicurezza a tutela dell'incolumità del gregge.
Se sapessero, le pecore, che la forza dei leoni è tutta nella pavidità e nell'incoscienza dei bovini, e che nessun predatore avrà mai la meglio su un branco di bufali coeso, consapevole e compatto... Se sapessero, le timide e ingenue pecorelle, che fuori dall'ovile non c'è niente, proprio niente, se non uno sparuto gruppetto di quadrupedi che fanno affidamento sull'inerzia, sull'incoscienza e sulla disinformazione del gregge per continuare a mantenere inalterato nel tempo il loro regime di privilegi...
Se sapesse, il pecoraro, che un pecora diversa dalle altre, una pecora nuova, la pecora 2.0, ha scavato un tunnel al di sotto delle mura dell'ovile, e già da alcune notti compie lunghe ricognizioni nella quiete nottura delle campagne circostanti, e lungi dall'imbattersi in pericoli mortali sta scoprendo viceversa il tranello, il trucco, la menzogna di cui il pecoraro e i cani pastori fanno sistematicamente uso per attrarre a sé il consenso dell'ovile... Se sapesse che nuove pecore 2.0, avvisate dalla prima, stanno scavano altrettanti cunicoli di collegamento, e che presto l'ovile sarà una struttura aperta, trasparente, che le pecore si renderanno conto dell'inganno e si presentaranno a chiederne conto, saltando senza alcun pudore sulle tavole imbandite, calpestando senza timore o deferenza alcuna i tappeti persiani intarsiati di filamenti d'oro, legando alla catena i cani pastore nell'attesa di decidere del loro destino e rivendicando i migliori anni della propria vita, quelli che gli sono stati sottratti, sfilati con destrezza e opportunismo, approfittando della loro buona fede, mistificando ogni accadimento, ogni spiegazione, ogni consiglio, ogni singola emozione per piegarli alla retorica della falsificazione storica e scientifica....
Se tutte queste cose si sapessero, questa sarebbe una vera società dell'informazione, quella che stiamo cercando di costruire.
fonte Byoblu
martedì 26 gennaio 2010
La Pecora 2.0
giovedì 24 dicembre 2009
giovedì 10 dicembre 2009
Consiglio Comunale 10/12/2009
ORDINE DEL GIORNO
n. 77 Approvazione Piano Generale di Sviluppo.
n. 78 Convenzione tra i Comuni e le Istituzioni scolastiche del Distretto Pianura Est per la gestione e la delega al Comune di San Pietro in Casale del progetto di qualificazione scolastica “conoscere, fare, vivere con gli altri, essere” – anni scolastici 2009/2010, 2010/11, 2011/2012;
n. 79 Regolamento per l’applicazione delle tariffe nei servizi per l’infanzia e scolastici. Modifica.
n. 80 Adesione convenzione tra i Comuni del Distretto Pianura Est per il rinnovo organismo tecnico – collegiale sovracomunale per l’autorizzazione al funzionamento dei servizi educativi per la prima infanzia gestiti da privati.
n. 81 Approvazione convenzione intercomunale per l’organizzazione e la gestione di una rassegna teatrale di qualità periodo 2010/2014.
n. 82 Approvazione dei verbali della seduta precedente del 25 novembre 2009.
n. 83 Comunicazioni, interrogazioni, proposte, interpellanze ed ordini del giorno.
venerdì 27 novembre 2009
Il Consiglio sbarca sul web
Il Consiglio sbarca sul web, così titola L'Informazione oggi a pagina 11 mostrando come, ancora una volta, il nostro Comune sia tra i più attenti ai cambiamenti ed alle innovazioni.
Sul portale UStream è stato creato un canale tematico in cui sarà possibile consultare liberamente le registrazioni dei consigli comunali garantendo la massima trasparenza e contribuendo ad avvicinare la politica e le istituzione ai cittadini.
giovedì 26 novembre 2009
Argelato pattina sul tetto del mondo con Giulia
Nonostante il ritardo legato al reperimento del materiale, non potevamo non omaggiare una nostra concittadina, Giulia Merli, che la scorsa settimana si è laureata campionessa del mondo di pattinaggio specialità coppia artistico insieme al compagno Daniele Ragazzi. I campionati si sono tenuti a Friburgo (Germania) e hanno rappresentato la coronazione di un lungo percorso segnato da molti successi, ma anche tanti sacrifici e tanto allenamento. Complimenti.
mercoledì 25 novembre 2009
Consiglio comunale in diretta web streaming
In risposta ad una crescente esigenza di trasparenza nell'operato delle istituzioni pubbliche, il sindaco di Argelato Andrea Tolomelli, ha predisposto la trasmissione in diretta streaming del consiglio comunale. Questa sera, mercoledì 25 novembre, dalle 20.30 sarà quindi possibile seguire lo svolgimento delle attività di consiglio anche su questo sito. Buona visione.
In caso di problemi di visualizzazione clicca qui.
mercoledì 14 ottobre 2009
Draghi e Polli
Navigando in rete ho trovato questo articolo che vi riporto. Leggete e meditate.
Mario Draghi dice che dobbiamo andare in pensione dopo.
La medicina ci fa vivere più a lungo, mentre la tecnologia fa in modo che il nostro corpo si usuri di meno. I bambini nati oggi vivranno almeno fino a cento anni. Stando così le cose, potremmo finalmente avere la possibilità di smettere di lavorare quando ancora siamo in ottima forma e abbiamo ancora trenta o quarant’anni di perfetta salute. Potremmo finalmente goderci la vita. Invece Draghi dice che, siccome la vita si allunga, allora bisogna lavorare di più.
A questo punto è evidente che il fine di ciò che comunemente viene chiamato progresso non è il benessere. Diecimila anni fa la vita durava cinque volte di meno, ma si vedevano un numero di tramonti infinitamente superiore: perfino uno al giorno, volendo. L’acqua dei fiumi si poteva bere e il cielo era una tela azzurra senza scie bianche. Si potevano raccogliere i funghi senza tesserino, si poteva girare il mondo senza respingimenti alle frontiere - Maroni non era ancora nato – e c’era sempre qualcosa di utile da fare e da poter offrire in cambio di cibo, cure e protezione. Non serviva niente di più e niente di meno.
Cos’abbiamo ottenuto diecimila anni dopo? I nostri figli vivranno cento anni ma lavoreranno fino a novantanove. La fatica stessa sarà scissa dalle finalità di produzione cui è applicata, cosicché un uomo sarà il corrispondente di un cavallo vapore nel cilindro di un motore a scoppio. I fiumi attraverseranno le nostre città come vene varicose dalle pareti incrostate di colesterolo, come tubi di scarico mefitici e velenosi, come intestini che veicolano liquami e composti chimici. Il cielo somiglierà sempre di più al filtro di un’aspirapolvere dopo l’utilizzo di una domestica eccessivamente zelante. L’atmosfera diverrà calda, maleodorante e irrespirabile come l’aria intrappolata sotto alle coperte quando la pancia vi riversa il suo fiato nauseabondo. Le case diverranno sempre più piccole, le camere più claustrofobiche, gli schermi che proiettano una vita immaginaria sempre più larghi, la fantasia sempre più fervida per soddisfare il richiamo ancestrale verso un mondo primordiale fatto di atavici istinti di cui si sono persi ricordo e significato.
Non stiamo aumentando la durata della vita, ma quella della morte.
Come le galline in una batteria di polli, che devono solo essere spremute fino all’ultimo uovo. Come i bovini in un allevamento di carni da macello, che devono solo crescere fino a quando il cervello non verrà loro aspirato. Come le pecore, che devono solo essere tosate fino all’ultima ciocca di vello.
Così noi… che per Draghi dobbiamo solo lavorare, fino all’ultima rata del mutuo.